15 dicembre 2019
Aggiornato 14:30

Giuseppe Conte loda l'ingelligence: «Un patrimonio dell'intera nazione»

Il Premier alla cerimonia per i nuovi 007: «Una comunità di valorosi professionisti al servizio della sicurezza. Imprescindibile l'ancoraggio alla NATO»

Video Agenzia Vista

ROMA - «Non è concepibile un'intelligence che si muova al di fuori del controllo parlamentare e dei compiti che il governo gli assegna». Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenendo al giuramento dei nuovi agenti dell'intelligence. «Se da un lato è il comitato interministeriale a stabilire il fabbisogno informativo, individuando linee d'azione e priorità, dall'altro canto è l'autorità di governo che si attende di essere sollecitata dall'intelligence in ordine a problemi nuovi e orizzonti anche inediti. Tale esigenze attengono entrambe alle funzioni dei servizi segreti quale presidio della democrazia», ha sottolineato il premier, aggiungendo: «L'intelligence è un patrimonio dell'intera nazione, che garantendo la sicurezza protegge la sfera degli interessi nazionali che unisce e non divide, nella quale tutti gli italiani si riconoscono e debbono poter riconoscersi».

«Ancoraggio a Nato imprescindibile per l'Italia»

«L'ancoraggio alla comunità euroatlantica e a un multilateralismo avveduto, aggiornato, realmente efficiente, rappresentano per il nostro Paese il punto di riferimento imprescindibile della sua proiezione internazionale come pure lo strumento migliore per far sì che le logiche cooperative prevalgano su quelle competitive. Tuttavia - ha precisato Conte - un contesto caratterizzato dal perseguimento di interessi nazionali spesso divergenti non è privo di conseguenze suscettibili di incidere sulla tenuta complessiva del sistema Paese, e conferisce un'importanza cruciale al sostegno che l'intelligence è chiamata a fornire al governo, affinchè l'interesse nazionale venga riempito di contenuti concreti e circostanziati. I nostri interessi non possono più essere cristalizzati in termini immutabili nel tempo: fatto salvo il nucleo permanente che include la tutela degli assetti strategici e delle infrastrutture essenziali per il mantemimento delle funzioni vitali del Paese, l'interesse nazionale è destinato a declinarsi in numerose sfaccettature mutevoli».

«Serve un'intelligence caratterizzata da un visione olistica»

Deve dunque adeguarsi anche la struttura dell'intelligence: «Non basta più il semplice adattamento ex post al panorama delle minacce: bisogna individuarle ex ante, e a fronte di minacce non sempre palesi ma mimetizzate, perfino la bravura nel giocare d'anticipo potrebbe rivelarsi insufficiente. Serve un'intelligence caratterizzata da un visione olistica, capace di reinventarsi». Al tempo stesso, «dal punto di vista del decisore politico che oggi necessita di informazioni dettagliate ma anche di chiavi di lettura di scenari fluidi e frammentati, la prova che vi attende è quella della versatilità, con attitudine strategica. Per l'intelligence niente può essere derubricato a routine».