17 giugno 2019
Aggiornato 04:30
Infrastrutture

Il governo ha due possibilità per togliere Autostrade ai Benetton

La prima: acquisire una quota della società con Cassa depositi e prestiti. La seconda: rilevare la concessione tramite Anas. E poi c'è l'ipotesi della Lega...

La sede di Autostrade durante il consiglio di amministrazione a Roma
La sede di Autostrade durante il consiglio di amministrazione a Roma ( ANSA )

ROMA – L'intenzione del governo è apparsa chiara fin dal primo giorno dopo il disastro di Genova: riportare la rete autostradale sotto il controllo pubblico. Già, ma come? Il grimaldello che lo Stato utilizzerebbe per entrare nella società Autostrade si chiama Cassa depositi e prestiti.

Meglio Cdp...
La cassaforte del risparmio postale potrebbe insomma acquisire una quota di Autostrade per l'Italia: o un simbolico 5-10%, per ritagliarsi un ruolo di sentinella, o addirittura la maggioranza, per togliere il timone dalle mani del gruppo Atlantia dei Benetton. Quest'ultimo scenario sarebbe certamente meno difficile da gestire rispetto alla revoca della concessione, che aprirebbe una lunga ed onerosa battaglia legale, ma soprattutto più economico: gli analisti di Mediobanca stimano che, per fare il suo ingresso nel capitale, Cdp spenderebbe 10,8 miliardi, contro i 22,2 che le casse pubbliche dovrebbero sborsare come indennizzo in caso di revoca. Persino la famiglia Benetton non sarebbe sfavorevole a prescindere all'idea di diventare minoranza, perché consentirebbe loro di aprire una trattativa con l'esecutivo. Per questo motivo, rivela l'agenzia di stampa economica Bloomberg, sarebbe proprio questa l'ipotesi su cui si sta orientando il Movimento 5 stelle. Anche se altre componenti del governo hanno già posto il loro veto: a partire dal ministro dell'Economia Giovanni Tria, che tramite i suoi uomini ha smentito rapidamente ed esplicitamente il progetto, definito «senza fondamento».

...o meglio Anas?
In alternativa, c'è un'altra possibilità in campo: «Se si volessero togliere le autostrade al gruppo Atlantia, perché fare intervenire la Cdp quando abbiamo già l'Anas?», ha sintetizzato un esponente della maggioranza, che ha chiesto di rimanere anonimo, al Corriere della Sera. Lo storico gestore pubblico delle strade italiane (ne gestisce già oggi oltre 26 mila chilometri) rileverebbe quindi anche i 2.800 chilometri oggi in concessione ad Autostrade per l'Italia. Senza bisogno di ricorrere a una nuova gara, con una procedura meno complessa, e senza tirar fuori un euro per gli investimenti e gli indennizzi, che sarebbero ripagati con gli incassi dei pedaggi. Ma di proposte ce n'è almeno un'altra, quella del più moderato sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti. Che, pragmaticamente, sostiene che invece di togliere la concessione ai Benetton la si potrebbe riformare, riducendone la durata e rivedendo al ribasso (dal 40 al 10%) la percentuale di appalti che Autostrade può affidarsi in casa, senza bandi di gara. Insomma, le (auto)strade che il governo Conte può percorrere sono parecchie, e molto diverse tra loro. La meta, una sola: dare una risposta politica alla tragedia del ponte Morandi, senza aspettare i lunghissimi tempi della giustizia penale.