8 agosto 2020
Aggiornato 22:30
Revoca vicina

Giuseppe Conte sul dossier autostrade: «Dai Benetton proposte imbarazzanti, Stato non può essere loro socio»

Il Premier: «Prendono in giro i familiari delle vittime del Ponte Morandi. Non hanno ancora capito che questo Governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull’altare dei loro interessi»

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

«La verità è che le varie proposte transattive fatte pervenire da Aspi non sono soddisfacenti. Lo Stato ha il dovere di valutarle per lo scrupolo di tutelare l'interesse pubblico nel migliore dei modi possibili. Ma adesso dobbiamo chiudere il dossier ed evitare il protrarsi di ulteriori incertezze». Lo spiega il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un'intervista al «Fatto».

«Proprio al fine di completare il procedimento, il 9 luglio si è svolta una riunione tecnica con il concessionario Aspi: lì i tecnici del governo hanno esposto i contenuti minimi e assolutamente inderogabili che devono caratterizzare la proposta transattiva perché possa essere portata e discussa in Consiglio dei ministri. E sabato è arrivata una risposta ampiamente insoddisfacente, per non dire imbarazzante: tutto meno che un'accettazione piena e incondizionata delle richieste del governo» chiarisce il premier.

Conte sottolinea che «manca l'impegno a manlevare la parte pubblica per tutte le richieste risarcitorie collegate al crollo del ponte Morandi. La somma di 3,4 miliardi offerta a titolo risarcitorio e compensativo per quella immane catastrofe è stata in buona parte imputata da Aspi a interventi di manutenzione che comunque il concessionario ha già l'obbligo di realizzare».

«Governo a rischio? Non tiro a campare»

«Io occupo una poltrona per risolvere questioni cruciali come questa nell'interesse dei cittadini, non per tirare a campare o regalare privilegi ai privati». Così il presidente del Consiglio ha risposto ad una domanda sui rischi che corre il Governo sulla revoca delle concessioni ad Autostrade.

«Se devo esprimere una valutazione personale, alla luce di tutto quanto è accaduto, sarebbe davvero paradossale se lo Stato entrasse in società con i Benetton. Non per questioni personali, che non esistono, ma per le gravi responsabilità accumulate dal management scelto e sostenuto dai Benetton nel corso degli anni fino al crollo del Morandi e anche dopo».

«I Benetton non prendono in giro il presidente del Consiglio e i ministri, ma i famigliari delle vittime del ponte Morandi e tutti gli italiani. Non hanno ancora capito, dopo molti mesi, che questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull'altare dei loro interessi privati» aggiunge Conte.

«Domani revoca concessioni in Cdm»

«I Benetton non hanno ancora capito che questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull'altare dei loro interessi privati». Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, spiega a La Stampa che è deciso a revocare le concessioni ad Autostrade per l'Italia. «Hanno beneficiato di condizioni irragionevolmente favorevoli per loro: può bastare così».

Domani la questione sarà sul tavolo dei Consiglio dei Ministri. «Porterò la questione della revoca in Consiglio dei ministri e decideremo collegialmente, ma non siamo disponibili a concedere ulteriori benefici».