22 agosto 2019
Aggiornato 10:30
Centrodestra

Referendum autonomia, Meloni a Salvini: «Lavoriamo per unire presidenzialismo e federalismo»

Il voto referendario in Veneto è stato un plebiscito e c'è già chi pensa che il governatore Luca Zaia possa diventare il candidato premier, ma non tutti sono d'accordo

La leader di FdI, Giorgia Meloni, ha commentato i risultati del referendum sull'autonomia.
La leader di FdI, Giorgia Meloni, ha commentato i risultati del referendum sull'autonomia. ANSA

ROMA - Dopo il "big bang" del voto referendario che ha rafforzato la posizione della Lega Nord sia dentro che fuori la coalizione di centrodestra, c'è chi pensa che il governatore del Veneto Luca Zaia possa diventare il candidato premier dell'alleanza. Ma la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, si affretta a smentire rivendicando la centralità del suo partito. «Le questioni interne ai partiti non mi interessano, non ci metto bocca: ho rispetto di tutti e delle battaglie politiche che si fanno» ha spiegato la presidente di FdI all'indomani del referendum sull'autonomia, rispondendo a una domanda sul possibile vantaggio che l'esito del voto di Veneto e Lombardia rappresenterebbe per i concorrenti di Matteo Salvini all'interno della Lega. «Finora - ha aggiunto e sottolineato - sono stati tutti abbastanza coerenti con la loro storia. Mi pare proprio che la Lega porti avanti battaglie che sono molti coerenti con la sua storia, esattamente come io ho espresso delle perplessità perché non a caso sono presidente di un partito che si chiama Fratelli d'Italia. E la destra, storicamente, è sempre stata molto legata al concetto di unità nazionale».

Meloni: Nessun problema con Salvini
Quanto alle conseguenze per il centrodestra, «la coalizione - ha osservato Meloni - si fa e si può fare se ognuno porta il proprio valore aggiunto. Se fossimo tutti uguali saremmo un unico partito ma se io fossi d'accordo con tutto quello che dice la Lega mi sarei iscritta alla Lega». Nessun problema per le polemiche contro di lei sollevate da Salvini, che l'ha accusata di stare «con grillo e D'Alema». «In campagna elettorale - ha commentato Meloni, secondo la sintesi delle sue dichiarazioni diffusa dal suo ufficio stampa - queste cose si dicono. Della serie io sto con Grillo, lui con Renzi, insomma non siamo stati d'accordo in alcuni casi, succede tra persone alleate: io aspetto che ci si veda e che si possa chiarire poi all'atto pratico su che cosa si vuole fare e se si vuole fare una coalizione».

Zaia candidato premier del centrodestra?
Del resto, ha aggiunto la leader di FdI, «la destra italiana trovava le sintesi con la Lega di Bossi, non avrà certo problemi a trovarne con la Lega di Salvini». Nel merito, «penso - ha detto - che il tema della revisione dei nostri assetti istituzionali, debba assolutamente stare in un eventuale programma di coalizione ma ho detto e ribadisco che la soluzione non è la rincorsa all'egoismo locale di una o dell'altra regione, e quindi 'io voglio trattenere le mie risorse, allora io voglio ancora di più', perché così non se ne esce mai». La soluzione, secondo Meloni, è invece quella di «immaginare un progetto di revisione concordato e controllato dallo Stato nazionale che dica: presidenzialismo e federalismo». Infine, a chi le ha chiesto se il successo nel referendum possa proiettare il presidente leghista del Veneto, Luca Zaia, verso la posizione di candidato premier del centrodestra, Meloni ha replicato e concluso: «Voi giornalisti leggete tutto come se fosse sempre un problema di nomi o di chi mettere in una casella. Ho sempre detto e ribadisco: mi si dica quale è il metodo con il quale si sceglie il premier di un'eventuale coalizione di centrodestra, noi corriamo con i nostri colori e se vincono gli altri va bene».