15 ottobre 2019
Aggiornato 15:00
Terremoto Centro Italia

Amatrice, la Merkel ci «regala» un ospedale ma non il diritto di ricostruire e prevenire

Ringraziamo Angela Merkel per aver contribuito con 6 mln di euro alla costruzione del nuovo ospedale di Amatrice, ma a causa della "sua" austerity il diritto di ricostruire, riprogettare, prevenire e dare una prospettiva ai nostri figli non ce l'abbiamo

AMATRICE - Un anno fa a quest'ora, l'Italia intera era stata sconvolta dal sisma che ne aveva polverizzato la sua parte centrale, e con essa alcuni dei borghi più belli dell'intero Paese. Si contavano i morti e i feriti, si versavano lacrime di disperazione, scoramento e rabbia. E' trascorso un anno, e la paura è tornata: questa volta, ha bussato alla porta di Ischia, gioiello del napoletano che ogni anno accoglie vacanzieri di tutto il mondo, simbolo del «bien vivir» made in Italy ma anche - e ce lo ha ricordato quel sisma - dell'abusivismo e del condono facile. Una beffarda coincidenza temporale che ci costringe a guardare in faccia la realtà: e la realtà è che, nonostante le tante promesse di circostanza dei politici, nulla è cambiato da quando, quel terribile 24 agosto 2016, centinaia di nostri concittadini sono stati inglobati dalla terra che li ha nutriti e cresciuti.

Dimenticatoio
Passata l'emergenza in senso stretto, la politica torna ad occuparsi delle sue scartoffie quotidiane, e chi una casa non ce l'ha più finisce nel dimenticatoio, sommerso da una tipicamente italica polverosa burocrazia. Le infrastrutture sono ancora da rimettere in piedi, le casette che, secondo quanto promesso dall'ex premier Matteo Renzi, sarebbero dovute essere pronte entro Natale, a Pasqua in gran parte non erano ancora state consegnate; ad Amatrice, qualche giorno fa è stato aperto un nuovo centro commerciale che però, da solo, non è sufficiente a ridare fiducia a un territorio svuotato di vita e speranza.

Proclami
I proclami dei politici, di fronte alla tragica realtà, sembrano svuotati della retorica che li sorregge. Lo stesso potremmo dire di un pur apprezzabile atto di solidarietà che proviene dalla Germania, che si è offerta di contribuire a finanziare la costruzione del nuovo ospedale di Amatrice. Il protocollo d'intesa è stato ufficialmente firmato all'inizio di agosto, e prevede una donazione di 6 milioni di euro su 13,7 milioni, somma erogata in tre rate da qui al 2019.

Gratitudine
Un gesto che ha ricevuto l'apprezzamento e la gratitudine dei politici di casa nostra. L'appena dimissionario commissario Vasco Errani ha commentato in termini entusiastici: «Il contributo del governo tedesco è il segno di una grande attenzione, ed è destinato a dare prospettiva e futuro a questi territori. Solidarietà e amicizia insieme a un’idea di Europa tale per cui quando qualche paese ha bisogno gli altri paesi aiutano con determinazione e generosità». «È un segnale importante – ha invece osservato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – perché l’assistenza sanitaria ad Amatrice è sempre stata garantita da strutture provvisorie, ma voler contribuire alla ricostruzione dell’ospedale significa rimanere qui per sempre, lasciare un segno indelebile, anche oltre le emergenze e di questo dobbiamo ringraziare la cancelliera Angela Merkel e il Governo tedesco».

Grazie Merkel, ma...
Ci si chiede, però, se chi con tanto fervore ha ringraziato la Cancelliera, oltre al certamente apprezzabile gesto di solidarietà, abbia ben chiaro il quadro completo della situazione: perché la Merkel sì, ci ha concesso il suo contributo per la ricostruzione di un ospedale (e di questo la ringraziamo), ma non il diritto – ancor più necessario – di spendere quanto serve per riprogettare e ricostruire un territorio polverizzato dal terremoto e di correre ai ripari con seri interventi di prevenzione affiché catastrofi del genere non si ripetano altrove. La dottrina dell'austerity, imposta dall'Ue e tanto caldeggiata dalla Cancelliera, esclude per sua stessa natura il concetto di solidarietà, rendendolo, come in questo caso, al massimo uno sfoggio di amicizia una tantum. Oltre il quale non c'è prospettiva di lungo periodo. L'ospedale gentilmente offerto dai tedeschi ci sarà, insomma, ma la luce in fondo al tunnel rimarrà un miraggio.