12 dicembre 2019
Aggiornato 14:30
Si vota alla Camera

Vitalizi, cosa cambia e perché la riforma potrebbe demolire tutti i «diritti acquisiti»

Gioranta rovente alla Camera: oggi si vota per l'abolizione dei vitalizi dei parlamentari. Ecco cosa cambia con la riforma, chi si oppone alle nuove norme e perché

Oggi alla Camera si vota per l'abolizione dei vitalizi dei parlamentari.
Oggi alla Camera si vota per l'abolizione dei vitalizi dei parlamentari. ANSA

ROMA – Giornata rovente alla Camera. Riprende oggi la battaglia per l'abolizione dei vitalizi. Il primo voto è previsto intorno alle ore 15, ma già domani la proposta di legge potrebbe incassare il primo ok del Parlamento e passare quindi al vaglio del Senato. Il disegno di legge porta la firma di Matteo Richetti del Partito Democratico, che vorrebbe prendersi il merito della riforma facendo uno sgambetto al Movimento 5 stelle. La misura «anti-casta», infatti, è da tempo una sentita battaglia degli esponenti pentastellati del partito di Beppe Grillo e la sfida tra il Pd e il M5S è appena cominciata. Il nodo più controverso da affrontare resta comunque la presunta incostituzionalità delle nuove norme, perché potrebbe dar luogo a un pericoloso precedente legislativo: prepara il terreno al ricalcolo con metodo contributivo di tutte le pensioni e rende attaccabili quelli che finora sono stati considerati «diritti acquisiti». Ma vediamo, in dettaglio, cosa cambia con la proposta di legge di Richetti.

Cosa cambia con la riforma
La riforma prevede per i politici l'introduzione di un sistema previdenziale identico a quello già previsto per i lavoratori dipendenti. Non solo. E' inoltre caratterizzata da effetti retroattivi (e qui sorge il dubbio dell'incostituzionalità), perché si applicherebbe anche agli ex parlamentari che finora hanno beneficiato dell'assegno del vitalizio. Il provvedimento interesserebbe ben 2600 parlamentari, tra ex deputati ed ex senatori, e permetterebbe alle casse dello Stato di risparmiare circa 215 milioni di euro l'anno. La normativa coinvolge anche i consiglieri regionali e il loro trattamento previdenziale: anche le regioni a statuto speciale, come quelle a statuto ordinario, dovranno adeguarsi alla nuova legge.

Chi si oppone e perché
Inoltre viene istituita una gestione separata Inps in cui confluiscono le risorse destinate alle pensioni dei parlamentari. E, infine, è ammessa la reversibilità della pensione agli eredi con le stesse regole che valgono per tutti gli altri cittadini. Il Movimento 5 stelle e il Partito Democratico sostengono entrambi la riforma e vorrebbero aggiudicarsene la paternità, ma c'è anche chi la contesta duramente come il presidente dell'Associazione ex-parlamentari della Repubblica: «Prepara il terreno al ricalcolo con metodo contributivo degli italiani, come da tempo va proponendo il presidente dell'Inps, Boeri – sostiene Antonello Falomi -. Se non si vuole violare il principio dell'eguaglianza della Costituzione, diventerà inevitabile estendere il metodo contributivo a tutti i pensionati. I vitalizi degli ex parlamentari». I vitalizi dei parlamentari sarebbero probabilmente il cavallo di Troia attraverso cui colpire a morte tutti i cosiddetti «diritti acquisiti». Ma, forse, non sarebbe poi così male alla luce delle difficoltà crescenti delle nuove generazioni.