17 giugno 2019
Aggiornato 07:00
Pensioni d'oro

Pensioni d'oro, Brambilla (Lega): proposta M5s non va bene. Pensione di cittadinanza? Una follia

In una intervista al Corriere della Sera il leghista presidente del Centro studi Itinerari previdenziali spiega perché la proposta M5s non funziona

Alberto Brambilla, leghista, presidente del Centro studi Itinerari previdenziali
Alberto Brambilla, leghista, presidente del Centro studi Itinerari previdenziali ( ANSA )

ROMA - Continua il botta e risposta nel governo sul tema delle pensioni d'oro. Dopo le parole di Di Maio che non vuole cedere di un passo, ecco la risposta dell'altra sponda dell'esecutivo. La proposta del M5s relativa al taglio delle pensioni d’oro non va bene «perché non prevede, come era stato annunciato, un ricalcolo col metodo contributivo» per ridurle in rapporto ai contributi versati, ma «si tratta invece di un taglio in rapporto a età di pensionamento fittizie applicate ex post». E’ quanto sostiene Alberto Brambilla, leghista, presidente del Centro studi Itinerari previdenziali, in un’intervista al Corriere della Sera. Per esempio: «Uno è andato in pensione legittimamente a 58 anni, ma la proposta dice che in base a una tabella non si sa costruita come, doveva andarci a 63 anni e quindi l’assegno viene tagliato. Un’operazione senza senso. Il taglio può arrivare a superare il 20%».

Cosa prevede il contratto di governo
Intanto il contratto di governo prevede che il taglio debba scattare sopra i 5mila netti e in base al ricalcolo col contributivo – prosegue – qui invece c’è un taglio arbitrario su pensioni che, considerando anche le addizionali regionali e comunali dell’Irpef, superano i 3.850 euro netti. Brambilla ha detto più volte che non avrebbe fatto nulla su questo fronte. «Colpire le pensioni oltre 5mila euro netti significa intervenire su 40-50mila persone su un totale di 16 milioni di pensionati, ricavando forse 30-40 milioni di euro l’anno». Se proprio si vuole fare qualcosa, dice, non resta che ripercorrere la strada del contributo di solidarietà rispettando i paletti fissati dalle sentenze della Corte Costituzionale. Ma la misura più importante che la Lega avanza sulle pensioni non è questa, bensì l’intervento sulla Fornero attraverso «quota 100», la possibilità di andare in pensione a 64 anni d’età e 36 di contributi.

Ipotesi pensione di cittadinanza
La pensione di cittadinanza ipotizzata dal M5s costerebbe 16,3 miliardi l’anno, afferma ancora Brambilla. Si tratterebbe di «un regalo a gente che non ha mai versato una lira di contributi». Con un effetto devastante: nessuno più verserebbe un euro all’Inps. Per maturare una pensione di 800 euro al mese ci vuole un reddito da lavoro di circa 25mila euro, in pratica quello medio. «Chi più verserà i contributi se lo Stato ti garantisce comunque 780 euro al mese?» si chiede Brambilla. «Davvero una follia».