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Lo ius soli torna in Senato, Salvini: «Pronti a bloccare il Parlamento»

Il presidente del Senato ha appena annunciato il riavvio della discussione sullo ius soli e le opposizioni si sono dette pronte alla battaglia, a cominciare dalla Lega Nord di Matteo Salvini

Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, è pronto a dare battaglia contro lo ius soli.
Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, è pronto a dare battaglia contro lo ius soli. (ANSA/MATTEO BAZZI)

ROMA – Lo Ius soli torna in Senato. E il clima già rovente che si respira a Palazzo Madama, insieme alla miscela esplosiva delle tensioni dentro e fuori il Parlamento e delle quali abbiamo già avuto modo di vedere diverse immagini nelle scorse settimane, rischia di scatenare una reazione a catena dalle imprevedibili conseguenze politiche. Ricordate la bagarre in Senato dell'ultima votazione sullo ius soli? Sarà poca cosa in confronto alla minaccia annunciata oggi dal leader della Lega Nord sul suo profilo Facebook. E' bastata, infatti, la decisione di calendarizzare nuovamente la discussione sullo ius soli al Senato per i prossimi giorni per riaccendere gli animi di tutti gli schieramenti politici. E c'è da scommettere che il Parlamento, da qui a poco, si trasformerà in una vera e propria polveriera.

Lo ius soli torna in Senato
Il presidente del Senato, Piero Grasso, ha annunciato l'imminente riavvio della discussione generale sullo ius soli. Ed è bastato questo a dar fuoco alle polveri. La prima reazione è stata quella della Lega Nord, con il segretario leghista che dal suo profilo Facebook annuncia che è pronto a ricorrere ad ogni mezzo per evitare l'approvazione della legge: «Domani il Pd porta lo ius soli in discussione al Senato. Ma è questa la priorità per gli italiani?», si chiede Salvini e aggiunge: «La Lega è pronta a dare battaglia, con ogni mezzo, in Parlamento. La cittadinanza non si regala!». Il Carroccio è pronto a bloccare, pacificamente o meno, i lavori del Senato. Ma non è il solo a dare battaglia.

Tutti d'accordo: Lega, Fi, FdI e M5S
Forza Italia, pure contraria al provvedimento, evoca per bocca del senatore Maurizio Gasparri lo strumento del referendum abrogativo nel caso le nuove norme sulla cittadinanza venissero approvate. Dello stesso avviso Fratelli d'Italia, perché la presidente Giorgia Meloni aveva già annunciato chiaramente, durante la manifestazione contro lo ius soli che si è svolta a piazza delle cinque lune a Roma, che sarebbe ricorsa al referendum abrogativo contro la legge del Pd. Il centrodestra, dunque, si muove compatto sullo stesso fronte. E stavolta alla marcia di Fi, Lega e FdI si unisce anche il Movimento 5 stelle. Coerentemente con la svolta dettata da Grillo e manifestata durante l'ultima votazione in Senato, il portavoce grillino al Senato Cappelletti ha definito quella del governo una «accelerazione irresponsabile». Per sapere cosa accadrà a Palazzo Madama non resta che attendere l'inizio della battaglia parlamentare.