6 dicembre 2019
Aggiornato 23:30

Ius soli, Matteo Renzi attacca: «Pd ipocrita, andava fatto quando c'erano i numeri»

Così il leader di Italia viva ha commentato il rilancio del segretario del Pd Nicola Zingaretti sullo ius soli e lo ius culturae per i figli degli immigrati. La replica: «Renzi in confusione totale»

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi ANSA

ROMA - «Trovo abbastanza ipocrita oggi proporre una cosa che non si è avuto la forza di fare quando c'erano i numeri, quando il presidente del Consiglio era Gentiloni. Io? Ero segretario del partito ma non ho mai avuto problemi quando c'era da mettere la fiducia». Così Matteo Renzi, leader di Italia viva, ha commentato, durante la registrazione di «Porta a porta», il rilancio del segretario del Pd Nicola Zingaretti sullo ius soli e lo ius culturae per i figli degli immigrati.

«Poi se il Pd, come veniva detto da alcuni dei partecipanti all'iniziativa di Bologna, vuole spostarsi a sinistra, credo sia rispettabile e forse perfino comprensibile», ha aggiunto.

PD: «Renzi in confusione totale»

«Per eliminare l'ipocrisia Renzi spieghi perché quando aveva i numeri ed era leader del partito non ha fatto lo ius culturae. Confusione totale. L'avversario è la destra non il Pd. Pensiamo all'Italia, noi non partecipiamo a risse sul nulla». Lo afferma in una nota Stefano Vaccari della segreteria nazionale PD.

Delrio: «Tema maturo per il Parlamento»

«Lo ius cultarae è un argomento maturo anche in Parlamento, dare la cittadinanza a dei bambini che frequentano dei corsi scolastici mi sembra il minimo: chi può aver paura di questi bambini?» Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera.

«Quando si danno più diritti in una società ci si guadagna tutti. Quando gli uomini hanno dato il diritto di voto alle donne ci hanno guadagnato anche loro nella democrazia», aggiunge.

L'appello al MoVimento 5 Stelle

Forse questa proposta fatta a ridosso o quasi delle elezioni in Emilia Romagna potrebbe rivelarsi azzardata..."Gli emiliano-romagnoli - sottolinea - sanno che con i diritti hanno guadagnato il benessere, loro sanno che concedere dei diritti a dei bambini che vanno a scuola non vuol dire togliere qualcosa ai propri figli».

Luigi Di Maio si è detto 'sconcertato' riguardo questo tema. «Capita, a volte può succedere quando si sta insieme. A volte sono sconcertato anche io, ma me lo tengo per me». Che consiglio darebbe al leader M5S per 'riprendersi' da questo sconcerto? «Di lavorare serenamente con noi, stare insieme e provare a costruire un'agenda diversa per questo Paese. Abbiamo molti punti in comune, con i distinguo li stiamo un po' offuscando», conclude Delrio.