Legge elettorale

Legge elettorale: la Camera latita ancora

Il testo base della discussione non sarà presentato oggi. Berlusconi: «L'Italia non è bipolare», Brunetta: «Ci aspettiamo elementi di chiarezza dal Pd», Renzi: «Palude imbarazzante», Di Maio: «Pronti a discuterne»

Il presidente della Camera, Laura Boldrini
Il presidente della Camera, Laura Boldrini (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - La commissione Affari costituzionali della Camera riprende oggi, come da calendario, la discussione sul tema della legge elettorale. Il clima a Montecitorio è di attesa: soprattutto dell'eventuale evoluzione delle proposte del Partito democratico dopo la chiusura della partita interna con l'esito dele primarie, che ha rimesso in sella Matteo Renzi. Secondo quanto riferiscono fonti parlamentari, comunque, il testo base della discussione, che il presidente della commissione Andrea Mazziotti, relatore del provvedimento, si è impegnato a elaborare, non sarà presentato oggi.

Berlusconi: «L'Italia non è bipolare»
Sul tema è intervenuto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, sul primo numero della rivista mensile su carta dell'Opinione: «Sono in molti, alcuni in buona fede e con argomenti rispettabilissimi, a rimpiangere la fine del bipolarismo e a temere l'avvento di una nuova stagione, con il ritorno al sistema proporzionale. Le analisi dei politologi sono utili, ma non offrono una risposta al problema. Per farlo, occorre partire da un dato di fatto: l'Italia non è bipolare, per scelta degli elettori italiani».

Brunetta: «Adesso ci aspettiamo dal Partito democratico elementi di chiarezza»
Anche Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ha parlato di legge elettorale: «Con la celebrazione delle primarie del Partito democratico finalmente si potrà entrare nel merito della discussione, qui alla Camera in Commissione Affari costituzionali, sulle legge elettorale. Eravamo stati bloccati fino a ieri perché il Pd doveva celebrare il suo congresso, oggi è stato rieletto Renzi, tutto sembra chiaro. Adesso ci aspettiamo che anche dal Partito democratico vengano elementi di chiarezza».

Mattarella è stato chiaro
«Il mandato del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è altrettanto chiaro: trovare la più ampia condivisione sul nuovo sistema di voto, trovare coerenza tra la legge della Camera e quella del Senato per avere una maggioranza tendenzialmente omogenea. Su questi punti noi siamo perfettamente d'accordo. Siamo disponibilissimi a lavorare e a confrontarci con tutte le forze politiche presenti in Parlamento, per fare presto e bene», ha concluso Brunetta.

Renzi: «Palude di imbarazzanti ritardi»
Il neoeletto segretario del Pd, Matteo Renzi, ha scritto a proposito nei giorni scorsi: Se al referendum del 4 dicembre avessero vinto i Sì «la politica non stagnerebbe in una palude di imbarazzanti ritardi, a cominciare dalla melina sulla legge elettorale». «Sia detto - aggiunge - col massimo rispetto per i cittadini che allora si sono espressi in modo chiaro: se fosse andata diversamente oggi l'Italia sarebbe più forte, in Europa e non solo». Ancora prima ai microfoni del Tg1, Renzi aveva tuonato: «Ora l'Italia è ferma e non c'è un sistema elettorale. Allora, in Parlamento si sbrighino a fare una legge elettorale e lasciamo da parte le fantasie del dopo» su ipotesi di grande coalizione con Fi «che non servono a niente».

Di Maio: "Siamo disponibili a discutere con tutti»
Disponibilità a discutere da parte di Luigi Di Maio (M5s) ospite de L'aria che tira su La7: «Siamo disponibili a discutere con tutti, con il Pd in commissione perché per noi la legge che viene fuori dalla Consulta per la Camera non è immodificabile ma non facciamo ammucchiate. Discutiamone insieme».

Il richiamo di Mattarella
Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella nei giorni scorsi ha ribadito la necessità di arrivare alle prossime elezioni con due leggi omogenee per Camera e Senato mentre al momento per i due rami del Parlamento si applicano rispettivamente l'Italicum e il Porcellum, entrambi nella versione rivista e corretta dalla Corte costituzionale.

La posizione della Lega
Ufficialmente la posizione del Partito democratico è a sostegno del Mattarellum, una legge di impianto maggioritario in cui il 75% di seggi viene assegnato con collegi uninominali e il restante 25% con un criterio proporzionale. Una proposta che, per bocca del segretario Matteo Salvini, ha anche l'appoggio della Lega Nord che, peraltro, ha anche depositato un ddl in tal senso. Se, tuttavia, questo testo poteva avere ottime chance di ottenere il via libera della Camera, molto più impervia sarebbe risultata la sua strada in Senato. Ragione per cui in commissione le sue quotazioni sono scese e, negli ultimi tempi, sono invece salite quelle del cosiddetto Provincellum.