Giustizia e politica

Ordine di arresto per il cognato di Fini, Giancarlo Tulliani, ma lui è irreperibile all'estero

La procura di Roma ha richiesto la custodia cautelare in carcere per il fratello della moglie dell'ex presidente della Camera, nell'ambito dell'inchiesta su una presunta attività di riciclaggio riconducibile a Francesco Corallo, il cosiddetto Re delle slot, che non è stata eseguita in quanto l'imputato è residente a Dubai

La procura di Roma ha ordinato l'arresto di Giancarlo Tulliani, cognato dell'ex presidente della Camera Gianfranco Fini nella foto in compagnia della moglie Elisabetta
La procura di Roma ha ordinato l'arresto di Giancarlo Tulliani, cognato dell'ex presidente della Camera Gianfranco Fini nella foto in compagnia della moglie Elisabetta (Danilo Schiavella | ANSA)

ROMA – La procura di Roma ha ordinato l'arresto di Giancarlo Tulliani, cognato dell'ex presidente della Camera Gianfranco Fini (anche lui indagato per riciclaggio) accusato di associazione a delinquere transnazionale, che però risulta irreperibile. Tulliani è infatti residente a Dubai e gli agenti del Scico della Guardia di finanza non hanno potuto eseguire l'ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal gip Simonetta D'Alessandro, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma su una presunta attività di riciclaggio riconducibile a Francesco Corallo, il cosiddetto «Re delle slot».

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Gli altri imputati
Secondo la magistratura Tulliani avrebbe fatto parte di un sodalizio criminale che ha riciclato tra Europa e Antille ingenti somme di denaro. Si tratterebbe di imposte sul gioco on-line e sulle video-lottery che non sono state versate all'Erario. La decisione di arrestare il cognato di Fini segue all’arresto di Francesco Corallo, Rudolf Theodoor, Anna Baetsen, Alessandro La Monica, Arturo Vespignani e Amedeo Labocetta, ritenuti capi e partecipi di un’associazione a delinquere a carattere transnazionale, dedita ai reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Il ruolo di Corallo
Il denaro sottratto al Fisco, una volta ripulito grazie a società di favore, stando alla Procura sarebbe stato impiegato da Francesco Corallo in attività economiche e finanziarie, in acquisizioni immobiliari, e destinato anche ai membri della famiglia Tulliani.

I milioni sequestrati alla famiglia Fini-Tulliani
Il giorno in cui è stata notificata l'indagine a Fini (indagato con la moglie Elisabetta Tulliani e i parenti più stretti di lei Sergio e Giancarlo), i militari della Gdf dello Scico hanno sequestrato preventivamente beni per 5 milioni di euro, con riferimento ai reati di riciclaggio, reimpiego ed autoriciclaggio posti in essere dal 2008. Questi reati, ha spiegato la Gdf in una nota, hanno condotto ad un profitto illecito superiore a 7 milioni di euro.