30 marzo 2020
Aggiornato 13:00
Il caso Fini-Tulliani

Quel «pasticciaccio brutto» della casa di Montecarlo che rovinò Gianfranco Fini

La procura di Roma ha aperto un'indagine che vede indagati Giancarlo e Sergio Tulliani, rispettivamente il «cognato» e il «suocero» di Gianfranco Fini. Ma anche sua moglie non sembra estranea ai fatti.

Gianfranco Fini.
Gianfranco Fini. ANSA

ROMA – Una vera e propria batosta per Gianfranco Fini. E' quella che gli piomba addosso in questi giorni e riporta a galla uno scandalo risalente all'estate del 2010. Ve la ricordate la storia della casa di Montecarlo che contribuì sei anni or sono alla fine della carriera politica di Fini? Oggi va in scena un nuovo atto di quella spinosa faccenda. E dalla procura di Roma risultano indagati Giancarlo e Sergio Tulliani, rispettivamente il "cognato" e il "suocero" dell'ex parlamentare italiano. Ma non finisce qui. Perché anche la sua compagna, Elisabetta Tulliani, non sembra estranea alla vicenda.

Il «dramma familiare» di Gianfranco Fini
Gianfranco Fini lo definisce un «dramma familiare». E in un'intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano racconta di essere stato un «co...ne». Martedì 13 dicembre è stato arrestato ai Caraibi dalla polizia francese Francesco Corallo, soprannominato dai media il re Mida delle slot machine. Per la Procura di Roma Corallo è il capo di un'organizzazione criminale che avrebbe riciclato denaro per oltre 250 milioni di euro e tra gli indagati compaiono anche Giancarlo e Sergio Tulliani, rispettivamente il "cognato" e il "suocero" di Gianfranco Fini. L'indagine su Corallo e i parenti di Fini riguarda anche quella famosa casa di Montecarlo.

La storia della casa di Montecarlo
Come ricostruisce Enrico Bellavia su La Repubblica, Corallo è indagato per associazione a delinquere, peculato e riciclaggio, avendo sottratto allo stato italiano diversi milioni di euro che sarebbero finiti in conti correnti esteri olandesi ed inglesi. E proprio Giancarlo Tulliani avrebbe messo a disposizione di Rudolf Baetsen, il braccio destro del re delle slot, due società offshore per poter far transitare i soldi destinati al conto corrente di un'altra società offshore di proprietà di Francesco Corallo. Non solo. Baetsen avrebbe finanziato anche l'acquisto di quella famosa casa di Montecarlo, sita in boulevard Princesse Charlotte 14, che nell'estate del 2010 fu al centro di uno scandalo politico che coinvolse Gianfranco Fini.

Il coinvolgimento della compagna di Fini
L'appartamento di Monaco, infatti, era di proprietà di Alleanza Nazionale. Venne poi rilevato da Giancarlo Tulliani e passò di mano in mano con grande rapidità. Il valore della casa era stimato in 300 milioni di euro e da Alleanza nazionale l'immobile sarebbe diventato presto di proprietà di Tulliani con due distinte transazioni. I soldi per l'operazione sarebbero arrivati direttamente da Corallo. E secondo gli inquirenti attraverso i conti di Giancarlo e Sergio Tulliani sarebbe passato il denaro sottratto al fisco dal re Mida del gioco d'azzardo: circa 2 milioni e 400 mila euro. Gli investigatori ritengono che la casa di Montecarlo fosse una sorta di pagamento per il decreto 78/2009, cioè un provvedimento che avrebbe spalancato a Corallo le porte del grande business sul gioco d'azzardo. Per Gianfranco Fini, però, i problemi non finiscono qui. Secondo gli inquirenti «va aggiunto, quanto alla riconducibilità delle società offshore Printemps Ltd e Timara Ltd alla famiglia Tulliani, anche il sicuro coinvolgimento di Elisabetta Tulliani, compagna di Gianfranco Fini».

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