15 agosto 2020
Aggiornato 01:00
Valore pari a 495mila euro

Fini di nuovo nella bufera: sequestrato 1 mln di euro preventivi per il Caso Tulliani

È quanto effettuato dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'operazione 'Rouge et noir' su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma contro Fini, già indagato dalla Procura di Roma per concorso in riciclaggio

Gianfranco Fini ospite a 'Porta a Porta', 26 aprile 2017 a Roma
Gianfranco Fini ospite a 'Porta a Porta', 26 aprile 2017 a Roma ANSA

ROMA - Un sequestro preventivo di un milione di euro a Gianfranco Fini, riconducibili a due polizze vita del valore di 495mila euro intestate all'ex presidente della Camera. È quanto effettuato dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'operazione "Rouge et noir" su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (Scico) della GdF contro Fini, già indagato dalla Procura di Roma per concorso in riciclaggio. Il sequestro è scattato in seguito ad un approfondimento investigativo dell'indagine che già aveva portato, il 13 dicembre 2016, all'arresto di Francesco Corallo e dei suoi presunti sodali Alessandro La Monica, Rudolf Theodoor, Anna Baetsen, Arturo Vespignani e Amedeo Laboccetta, accusati di essere promotori e partecipi di un'associazione a delinquere a carattere transnazionale dedita ai reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Le accuse
Il profitto illecito dell'associazione, oggetto di riciclaggio, una volta depurato, sarebbe stato impiegato da Corallo in attività economiche e finanziarie ed in acquisizioni immobiliari che hanno visto il coinvolgimento di membri della famiglia Tulliani, a loro volta indagati per riciclaggio e reimpiego e già destinatari, lo scorso 14 febbraio, di un provvedimento di sequestro del valore di 7 milioni di euro. Secondo gli inquirenti il sequestro di oggi trova fondamento nella "centralità progettuale e decisionale" assunta da Fini nella vicenda. Per gli investigatori l'operazione di vendita dell'appartamento di Montecarlo, ceduto da Alleanza Nazionale alle società offshore Printemps e Timara, riconducibili a Giancarlo e Elisabetta Tulliani, fu realizzata "alle condizioni concordate con Francesco Corallo ed i Tulliani" e decisa da Gianfranco Fini "nella piena consapevolezza di tali condizioni".

Fini "ben a conoscenza"
Appena pochi giorni fa, Repubblica aveva pubblicato le motivazioni con le quali il tribunale del Riesame della capitale aveva confermato il sequestro di una serie di beni ai Tulliani, Elisabetta (moglie dell’ex leader di An), Giancarlo (fratello) e Sergio (padre). I magistrati, nelle loro motivazioni scrivevano nero su bianco che Fini e la compagna «erano ben a conoscenza» della provenienza del denaro di Corallo. Una storia che ha a che fare anche con la casa di Montecarlo, un immobile di An che per un giro immobiliare finì nella mani del cognato di Fini, Giancarlo Tulliani, e che segnò di fatto la fine politica di Fini. L’ex presidente della Camera in questi mesi si è sempre dichiarato innocente: ha ripetuto più volte di non sapere quali affari i suoi parenti avessero messo in piedi con Corallo e ha persino detto: «Magari sono un coglione, ma non un disonesto».