23 giugno 2017
Aggiornato 13:30
Verso il nuovo governo

Gentiloni in pole per Palazzo Chigi nel dopo Renzi. Elezioni in estate?

Paolo Gentiloni: è questo il nome che circola nei palazzi nelle ultime ore per il dopo Renzi a Palazzo Chigi. Anche se resta possibile la nomina di Padoan o Franceschini

ROMA - Paolo Gentiloni: è questo il nome che circola nei palazzi nelle ultime ore per il dopo Renzi a Palazzo Chigi. Il premier dimissionario Matteo Renzi, rientrato a Roma dopo la giornata di ieri in famiglia fra Pontassieve e Rignano, ha seguito le consultazioni a distanza e ha incontrato per due volte, mattina e sera, il ministro degli Esteri Pd. In serata ha visto anche Dario Franceschini, ma Gentiloni è dato da tutti in pole position. Il ministro degli Esteri potrebbe davvero giocarsela se il Pd certificherà a Mattarella l'indisponibilità del premier dimissionario a succedere a se stesso, preso atto anche dell'accertamento da parte del capo dello Stato dell'assenza di condizioni per il governo di responsabilità con dentro anche le attuali opposizioni, unica alternativa alle elezioni anticipate fatta approvare da Matteo Renzi alla direzione del Pd dopo le sue dimissioni.

Franceschini e Padoan?
Renzi ha incontrato anche il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan e il ministro dell'Agricoltura, Maurizio Martina. A Palazzo Chigi è poi arrivata anche la ministra delle Riforme Maria Elena Boschi. In serata anche il ministro della Cultura Dario Franceschini ha incontrato il premier. Insomma, pare chiaro che il Pd sta cercando di compattarsi di fronte alla crisi di governo per risolverla al più presto senza versare troppo sangue sul campo. Resta comunque sempre in auge anche il ministro Padoan, soprattutto in vista della questione banche (Mps in testa) e manovra finanziaria, che rappresentano una patata bollente che scotta fin troppo.

Chiusa la seconda giornata di consultazioni
Intanto, la seconda giornata di consultazioni del presidente della Repubblica si è conclusa con l'uscita dal Quirinale della delegazione della Lega. Mattarella ha ricevuto oggi 17 delegazioni parlamentari. Al termine della terza e ultima giornata di consultazioni di oggi le delegazioni consultate saranno state in tutto 23. Fatta eccezione per il Carroccio - rappresentato dai due capigruppo e dal vicesegretario, ma non dal leader Matteo Salvini - e per la delegazione di Fratelli d'Italia guidata da Giorgia Meloni, al Colle sono sfilate ieri le forze minori politico-parlamentari.

Alfano, Berlusconi, M5s e Pd
Oggi al Colle si riparte con il terzo giorno di consultazioni: in mattinata conferiranno, mezz'ora ciascuno, Sinistra italiana, Ala-Scelta Civica di Denis Verdini ed Enrico Zanetti, e Ncd di Angelino Alfano. Il pomeriggio, a partire dalle 16, per la durata di un'ora ciascuno, si confronteranno con il capo dello Stato prima Silvio Berlusconi alla testa di Forza Italia, poi i Cinque Stelle rappresentati dai soli capigruppo e infine il Partito Democratico, senza Matteo Renzi, ma con delegazione per composizione e mandato ampiamente rappresentativa dei dem e in particolare della maggioranza: il vicesegretario, renziano, Lorenzo Guerini, i capigruppo Ettore Rosato e Luigi Zanda, quest'ultimo franceschiniano, ed il presidente Matteo Orfini (Giovani Turchi da lui fondati con il ministro Andrea Orlando).

Il tour de force di Mattarella
Con ogni probabilità gli incontri che Renzi sta avendo in queste ore - Gentiloni prima, Franceschini poi - puntano a definire la figura che siederà a Palazzo Chigi ben prima dell'incontro del partito del Nazareno al Colle. E' facile pensare che il Pd porterà a Mattarella un nome che, anche se certamente non concordato, non potrà sorprendere il capo dello Stato. Il presidente sta svolgendo in queste ore un vero e proprio tour de force (oggi le consultazioni si sono chiuse addirittura in anticipo sul previsto) ascoltando i rappresentanti di tutte le forze politiche. I paletti in questi giorni Mattarella li ha messi chiaramente: no allo scioglimento del Parlamento se prima non viene introdotto un sistema elettorale omogeneo per Camera e Senato. Non è escluso che si abbiano novità rilevanti già in serata o domenica mattina, con conseguente giuramento del nuovo esecutivo. Una scelta che farebbe trovare il nostro Paese con un governo insediato e presente lunedì alla riapertura dei mercati, pronto per la gestione del caso Mps, con un eventuale decreto di salvataggio, e per le ravvicinate scadenze europee, vedi Consiglio europeo di metà dicembre.