27 giugno 2017
Aggiornato 17:30
Emergenza clandestini

Immigrazione da record in Italia: nel 2016 mai così tanti sbarchi

I profughi arrivati via mare quest'anno sono 173mila 799, quasi 4mila in più del 2014 quando si è toccato il picco più alto di sempre. L'unica rotta ancora aperta rimane quella del Mediterraneo. E l'Europa resta a guardare

Profughi sbarcati a Venezia
Profughi sbarcati a Venezia (Katoosha / Shutterstock.com)

ROMA – Record di immigrati sbarcati in Italia nel 2016 : sono 173mila 799, quasi 4mila in più del 2014 quando si è toccato il picco più alto di sempre, fino a ieri. Lo ha certificato nei giorni scorsi l'Onu, quando ha pubblicato le statistiche aggiornate sull'emergenza clandestini via mare nel Vecchio Continente. Intanto l'Europa sta continuando a sonnecchiare lasciando che il fardello rimanga tutto sulle spalle dello stivale, come dimostrano i dati, questa volta dell'Ue: solo 1.950 richiedenti asilo registrati in Italia sono stati ricollocati negli altri Paesi europei. All'appello ne mancano altri 39.600.

M5s: indifferenza dell'Ue verso l'Italia
Queste notizie sono state rilanciate dal blog di Beppe Grillo, che ha pubblicato un post del Movimento 5 stelle Europa in cui viene sottolineata l'indifferenza dell'Ue verso l'Italia: « Il Parlamento europeo, sta discutendo la revisione del regolamento di Dublino. Il pacchetto presentato dalla Commissione europea lo ha blindato: i richiedenti asilo continueranno a presentare la loro domanda nel primo Paese di ingresso. L'Italia non ha bisogno di questa ipocrisia».

Rimane solo la rotta mediterranea
La questione si fa ancora più spinosa per il Belpaese, in un momento in cui l'unica rotta ancora aperta ai profughi che vogliono raggiungere l'Europa sembra essere il Mediterraneo con l'Italia destinata per posizione geografica a dover fare «da ponte». Turchia e Grecia infatti hanno drasticamente ridotto i passaggi attraverso i loro Paesi rendendo marginale la rotta Balcanica. Quella del mare quindi, se non è l'unica è una delle «migliori» dal punto di vista delle mafie che gestiscono il traffico di esseri umani dal Sud al Nord del Pianeta. Con la Libia nel caos a causa della guerra civile mancano i controlli e fioriscono i contrabbandi. Anche il trasporto dei migranti è facile ed economico: i trafficanti imbarcano gli immigrati su gommoni e piccole imbarcazioni di poco valore, lasciando a loro il compito di condurle fino in Italia.

La Libia nel caos
La Libia poi è venuta meno a quell'opera di ultimo «filtro» dei profughi in cerca di una nuova vita in Europa: oltre a non esistere più i campi di identificazione ed espulsione finanziati dall'Ue, non c'è più una polizia vera e propria ma milizie che spesso lucrano sul traffico di esseri umani e infine l'economia del Paese è crollata, non assorbendo più quella quantità di mano d'opera a basso costo rappresentata dalle centinaia di migliaia di disperati che giungono in quello Stato ogni anno. Basti pensare che solo il 3,3 per cento degli africani che abbandona il proprio Paese per raggiungere il Vecchio Continente è riuscito effettivamente a mettere piede sul Vecchio Continente. Fino ad ora.

I dati dell'Onu sull'emergenza sbarchi in Europa nel 2016
I dati dell'Onu sull'emergenza sbarchi in Europa nel 2016 (Onu)