25 novembre 2020
Aggiornato 21:00
Refrendum: nuovi ammiratori per il Renzi

Il «bacio della morte» di Wolfgang Schauble a Matteo Renzi

La ribellione del giovane premier verso le regole di bilancio di Bruxelles e il plauso del falco tedesco. Qualcosa non quadra.

BERLINO - Qual è il «potere» più detestato dagli italiani? Anzi, più detestato dagli Europei del sud? Senza alcun dubbio quello rappresentato dai burocrati dell’Unione Europea, visti come freddi robot che mettono in pratica un’ideologia oscura, il cui unico risultato è stato impoverire la classe media, riportata dopo decadi al rango di proletariato. Tra tutti spicca come figura di riferimento Wolfghang Schauble, il ministro delle finanze tedesco, che da qualche anno ha assunto il ruolo di super falco dell’austerità. Lo ricordiamo litigare furiosamente con il ministro delle finanze greco Varoufakis prima, e poi umiliare il povero Alexis Tsipras che aveva appena dichiarato la resa senza condizioni alla Germania. Nell’astuta architettura retorica, Wolfghang Schauble ha sempre interpretato la parte del poliziotto cattivo che fa coppia con il poliziotto buono, ovvero Angela Merkel. I due procedono nella conquista del potere, prima in Germania e poi in Europa, appaiati, impersonificando sempre il binomio senza età del «buono-cattivo». Lei paciosa e materna, lui duro e arcigno. Un coppia che spesso finge anche di litigare.

Austerità uber alles
Solo pochi mesi fa il ministro delle finanze tedesco aveva attaccato duramente Renzi e Hollande perché avevano partecipato ad un vertice, definito «anti austerità», avvenuto ad Atene ed organizzato proprio dal primo ministro greco. Un incontro privo di valore, una pura passerella elettorale da dare in pasto ai militanti di sinistra sgomenti di fronte alla loro tragedia ideologica, ma bollato come «nulla di buono, come tutto ciò che fanno i socialisti» proprio da Schaeuble. Il super falco non ama il teatro, evidentemente. Tutto ciò che intacca l'ideologia dell'austerità è da avversare: per il braccio destro di Angela Merkel non va bene nemmeno mario Draghi, il banchiere centrale della Bce. Così bollò il suo operato: «Un periodo lungo di tassi negativi e a zero non è una situazione sensata», un’espressione elegante per dire che la politica monetaria della Bce, Quantitive easing in primis, è irrazionale. Gli esempi che dimostrano il livello di fanatismo di Schauble per l’ideologia della «austerità», un suo conio, potrebbero essere infiniti.

Renzi, il rivoluzionario che dà fiducia
I mesi passati si sono caratterizzati per uno scontro verbale tra il presidente del consiglio Matteo Renzi e le regole comunitarie centrate sul primato del pareggio di bilancio. Il nostro premier ha spesso usato parole forti, giungendo a minacciare il veto per il bilancio UE. E sostenendo in più riprese che a Bruxelles si fa «frenetico immobilismo». Ieri, a sorpresa, è giunto il plauso del ministro delle finanze tedesco Wolfghang Schauble, il quale ha detto che se fosse un italiano voterebbe «Sì» alla riforma costituzionale, perché ha «fiducia in Matteo Renzi.» Non soddisfatto ha poi aggiunto: «Il vostro premier ha intrapreso diverse riforme e potrebbe fare altri passi in avanti. Se perdesse? Non si ritirerà dalla politica». Su tale bacio, da alcuni definito «della morte», Matteo Renzi non si è pronunciato. Perché evidentemente il plauso pubblico del ministro tedesco mette in difficoltà la narrazione rivoluzionaria che in questi giorni sta tentando di imbastire. I sondaggi lo danno indietro, sia dal punto di vista personale, che nel referendum. I guru profumatamente pagati in arrivo dagli Stati Uniti gli hanno spiegato chiaramente che l’onda anti establishment è globale: la stessa che ha portato alla vittoria Donald Trump e alla Brexit. Necessitava quindi una spolverata su narrazione antisistemica, che raggiunge il suo apice con l’improbabile «la casta vota no». E, alla luce del cristallino plauso del ministro tedesco, un uomo ricco di difetti ma privo di ipocrisia, viene da domandarsi quanto la «ribellione» del governo italiano verso le ingiuste regole finanziarie dell'Unione Europea, siano genuine.