21 aprile 2019
Aggiornato 13:00
Governo Renzi

Minoli a Faccia a Faccia mette a nudo Renzi: «Qual è il suo peggior difetto?»

Il premier primo ospite di Faccia a Faccia su La7.«Qual è il suo peggior difetto?» «Essere troppo cattivo ...e arrogante, talvolta anche impulsivo, altrimenti non avrei risposto così»

ROMA – Per il suo ritorno sul piccolo schermo Gianni Minoli ha scelto il premier Matteo Renzi, primo ospite del suo Faccia a Faccia su La7. Il giornalista ha incalzato Renzi su tutti i temi più caldi dell'agenda politica italiana, ma anche sull'uomo che sta dietro la presidenza del Consiglio, terminando l'intervista chiedendo: «Qual è il suo peggior difetto?». Il segretario del Partito democratico ha risposto dandone addirittura tre: «Il mio peggior difetto? Essere troppo cattivo ...e arrogante, talvolta anche impulsivo altrimenti non avrei risposto così».

Se vince il No al referendum costituzionale?
Parlando del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre il premier ha spiegato che non ha intenzione di fare rimpasti nel governo, «una noia» che vuole evitare per non dover fare «una crisi di governo ed andare al Quirinale». Alla domanda di Minoli se lascerà la poltrona di palazzo Chigi nel caso vincesse il No, ha replicato tentando di perdere tempo: «Se vince il No pensa che l'Italia perda un'occasione», al ché il conduttore ha insistito: «Ma si dimette o no?» e Renzi: «Eh la solita storia. Ho detto che non ne avrei più parlato. Ho sbagliato a parlarne. Tutti mi hanno detto: smetti di parlare di quello che farai te dopo. E io ho smesso di parlarne». Sul risultato invece il presidente del Consiglio, nonostante abbia affermato di non aver fiducia nei sondaggi, si è detto fiducioso della vittoria del Sì: «Finirà sul filo di un milione di voti». Quindi il giornalista ha sondato la disponibilità dell'esecutivo a «sacrificare il doppio turno» nella discussione sulla legge elettorale, come richiesto dalla minoranza del Pd, in cambio di un appoggio sul referendum. Renzi ha detto: «Penso che la legge elettorale sia meno importante della riforma costituzionale. Quindi anche sì, siamo disposti a farlo, anche se secondo me è un errore, ma è importante ci sia un sistema di governabilità».

Renzi: "Metteremo veto a bilancio Ue se non rispettano i patti"
Poi la discussione è passata all'Unione europea (Ue) e alle perplessità di Bruxelles sulla legge di stabilità italiana. Minoli ha chiesto se l'Italia è veramente intenzionata a non votare il prossimo bilancio comunitario e il premier gli ha ribadito la sua posizione: «Metteremo il veto sul bilancio se da Bruxelles non ci saranno modifiche alle politiche sui migranti. I patti vanno rispettati. Se continuano a usarci come salvadanaio e a non rispettare gli accordi. Del resto penso sia più facile rimettere in piedi il duomo di Norcia che cambiare l'Europa». A quel punto il giornalista ha ricordato le volte in cui la Germania ha dovuto affrontare gravi calamità naturali (2002, 2013 e 2016) e che nonostante ciò non abbia chiesto sforamenti ai patti europei, ma Renzi ha fatto messo i puntini sulle i: «Non è vero, nel 2002 la Germania ha chiesto uno sconto di bilancio, o meglio di non rispettare i limiti di Maastricht e l'anno successivo, Silvio Berlusconi presidenza Italiana glie lo ha fatto fare». Il conduttore ha insistito: «Nel 2015 noi abbiamo accolto 83mila 970 rifugiati, più i 165mila salvati in mare, la Germania ha accolto 890mila rifugiati senza chiedere flessibilità. Lì la differenza dov'è?». Il presidente del Consiglio ha replicato dicendo che la Germania ha delle regole europee «che hanno giocato a suo favore negli ultimi 10 anni, su banche, bilancio e surplus commerciale. Io invece penso che avendo firmato il Fiscal compact, siamo obbligati a chiedere flessibilità su immigrazione e catastrofi naturali».

Via le sanzioni alla Russia ma...
Quanto alle sanzioni alla Russia, il premier ha risposto a precisa domanda «Vanno tolte o no?», con queste parole: «Appena la Russia rispetterà l'integrità dell'Ucriana e il protocollo di Minsk sì», mentre a Minoli che gli ha chiesto se Putin è un «punto di riferimento per il futuro dell'Europa», Renzi ha chiarito che il presidente russo «è già adesso un punto di riferimento, non è che lo sarà per mil futuro. Però Putin deve contemporaneamente rispettare i patti che lui stesso ha firmato».