22 ottobre 2019
Aggiornato 19:00

Legge taglia-stipendi parlamentari alla Camera, Grillo: «Niente scuse. Chi non la vota tradisce i cittadini»

La proposta di legge per dimezzare gli stipendi dei parlamentari è approdata alla Camera e sarà votata nelle prossime ore. Beppe Grillo attacca il premier, Matteo Renzi, che avrebbe detto agli esponenti del Pd di non votare la legge

ROMA - E' approdata alla Camera la proposta di legge del M5S per dimezzare lo stipendio dei parlamentari. Il voto si svolgerà nelle prossime ore e il leader e fondatore del Movimento, Beppe Grillo, inveisce contro il premier, Matteo Renzi, perché avrebbe detto agli esponenti del Pd di non votare la legge. Grillo invita i cittadini a seguire la diretta streaming sul suo blog.

L'affondo di Grillo contro Renzi
«Renzi poteva dire ai suoi di votare questa legge, ma non l'ha fatto perchè pensa che sarebbe una vittoria del Movimento 5 Stelle che potrebbe danneggiare la sua campagna referendaria», esordisce Beppe Grillo in un post sul suo blog corredato da una sua foto vestito da frate. «Un ragionamento egoista», sentenza il leader del Movimento 5 stelle e ricorda che  la proposta di legge approdata alla Camera stabilisce per tutti quanto «i nostri portavoce fanno già da anni devolvendo la parte tagliata dello stipendio nel fondo per il microcredito che ha fatto nascere più di 2.000 aziende e creato oltre 6.000 posti di lavoro».

87 milioni di euro risparmiati ogni anno
«Nessun parlamentare - ironizza Grillo - morirà di fame o stenti». Avranno tutti uno stipendio adeguato al loro lavoro e non un compenso d'oro «alla faccia di chi non arriva a fine mese». Il risparmio previsto è di circa 61 milioni dagli stipendi e 26 milioni dalle spese telefoniche e di viaggio. In totale 87 milioni di euro «più il valore incommensurabile di un gesto per riavvicinare la classe politica ai cittadini, i veri datori di lavoro di tutti i deputati e senatori», sottolinea Grillo e afferma che non ci sono più scuse. «Hanno fatto una riforma costituzionale per risparmiare 58 milioni di euro, possono approvare la legge 5 Stelle per risparmiarne 87 subito e salvare la faccia", prosegue il leader grillino.

L'appello a tutti i parlamentari
«Questa misura - dice ancora il leader del Movimento 5 stelle - serve per gli italiani, non per noi: noi lo stipendio ce lo tagliamo già e non dobbiamo dimostrare niente a nessuno». Finora il presidente del Consiglio è rimasto sordo all'appello dei pentastellati, per questo Grillo ha scelto di rivolgersi direttamente ai parlamentari del Pd e a quelli di tutti i partiti in Parlamento, chiedendo loro di «lasciarsi andare a uno slancio di generosità» e votando la legge del Movimento 5. «In cambio riceverete gli abbracci dei cittadini e il mio personale», rincara Grillo.

Sarà il giorno del Pace e bene Day?
E aggiunge che chi non dovesse votarla «lo farà per egoismo, per tenersi i suoi privilegi, per tenersi i suoi soldi». Ma i grillini ricordano che l'attuale stipendio dei politici è un privilegio inaccettabile, essendo quello più alto di tutta Europa, nel paese europeo che più di tutti soffre la crisi e la disoccupazione e nell'unico, insieme alla Grecia, nel quale non esiste ancora un reddito di cittadinanza. La discussione in aula alla Camera è trasmessa in diretta sul Blog fino al momento delle votazioni. «Domani - conclude Grillo - può essere il Pace e bene Day, un V Day all'incontrario. Fate quel che è giusto: #SiateGenerosi. I cittadini vi guardano: non deludeteci».