9 dicembre 2019
Aggiornato 13:00
Il premier sulla riforma costituzionale

Renzi: Sulle riforme vincerò, ma non è il «mio» referendum

Il presidente del Consiglio si dice sicuro che, nel segreto del voto, gli italiani sceglieranno il cambiamento. Il referendum costituzionale, infatti, è un referendum per cambiare il Paese e per il futuro dell'Italia.

ROMA – Il premier non lascia spazio a dubbi: Matteo Renzi porterà a casa il referendum costituzionale. In una intervista alla Cnbc, il presidente del Consiglio afferma esplicitamente che vincerà il referendum sulla riforma costituzionale, ma avverte: «Penso che la gente debba comprendere quale instabilità seguirebbe» in caso di bocciatura delle riforme e questo «lo abbiamo imparato dal Regno Unito».

Un referendum «per cambiare il Paese»
Il premier non manca di prendere le distanze – ancora – da quelle personalizzazioni di cui è stato accusato sin dall'inizio, e, anzi, annuncia che la «strategia» del Governo nelle prossime settimane si concentrerà proprio su questo: sul ribadire che non quello di novembre non è il «referendum di Renzi». Gli italiani devono essere informati del fatto che, al contrario, si tratta di un referendum «per cambiare il Paese e per il futuro dell'Italia». Nelle prossime settimane – ha spiegato Renzi – «la gente deve capire cosa vuol dire votare no». Ad esempio votare no – secondo il premier – vorrebbe dire fare in modo che permanga «un sistema di turnover nei governi molto rapido». Niente paura, però, perché nulla preoccupa il presidente del Consiglio, ottimista sull'esito del referendum. «Ma non perché questa è la mia vittoria», precisa in fretta.

Gli italiani sceglieranno il cambiamento
Accenna debolmente ad un lieve dietrofront, il premier, che arriva ad ammettere di aver usato «un'espressione forte» legando la sorte del suo governo all'esito della consultazione referendaria, ma «non è facile» - spiega –, «non è corretto perdere il referendum e tornare come se non fosse successo nulla». Uno scenario però, ribadisce Renzi alla Cnbc, che non si realizzerà: si fida dei cittadini, il premier, e si dice sicuro che gli italiani, se la gente legge la questione in sé, «nel segreto del voto sceglieranno il cambiamento».

Il vero derby (secondo Matteo Renzi)
Quali i rischi in caso di sconfitta? Se vincesse il «no» al referendum costituzionale «non solo resterebbero governi di breve durata», in un continuo turn over, ma ci sarebbe anche il rischio, se si guarda ai sondaggi, che il Movimento 5 Stelle prenda il sopravvento e «possa andare a guidare questo Paese». Ma la domanda vera da porre ai cittadini, al di là di una campagna elettorale «sul rischio dei populisti» che sarebbe un «errore», è un'altra: «Vuoi cambiare e, infine, scegliere il futuro, o vuoi continuare con questo modello e distruggere la prospettiva di crescita degli ultimi anni in Italia? Questo è il derby», ha concluso Renzi.

«Fronte del "no" personalizza il referendum, non io»
in un'intervista rilasciata qualche giorno fa al quotidiano La Repubblica, il premier insisteva sulla necessità di discostare l'idea di personalizzazione dal referendum. «Personalizzare questo referendum contro di me è il desiderio delle opposizioni, non il mio», affermava deciso. Per questo ha già precisato, Renzi, che il suo contributo sarà «molto chiaro»: parlare solo e soltanto di contenuti, tenendosi alla larga rigorosamente da tutti i temi del dopo. «Questo referendum riguarda il futuro del Paese più che il mio», insiste. Se vince il «sì», si ridurrà il numero dei politici e le competenze delle regioni, ci saranno governi più stabili e l'abolizione degli enti inutili come il Cnel – spiega ancora il premier –. Se vince il «no» rimane tutto come adesso. «Sarà una bellissima campagna elettorale sui contenuti, non sulle paure», ribadiva Renzi.