21 agosto 2019
Aggiornato 07:30
La difesa del Ministro

Serracchiani: «Boschi aggredita. Abbiamo scelto di salvare un milioni di correntisti»

Il vicesegretario del Partito Democratico: «La legge sul conflitto d'interessi va fatta ma parlare di favoritismi è eccessivo». Duro Landini: «Ognuno risponda alla propria coscienza, se ce l'ha».

ROMA - «La legge sul conflitto di interessi va fatta, ma questo con l'aggressione che ha subito la Boschi non c'entra niente, nella forma e nella sostanza. Parlare di conflitto di interessi e favoritismi mi sembra eccessivo». Lo ha detto la vice segretaria del Pd Debora Serracchiani a 'L'intervista' su SkyTg24 parlando della vicenda delle banche.
«Il conflitto di interesse ci sarebbe stato - ha aggiunto Serracchiani - se il governo fosse rimasto fermo di fronte a banche che dovevano essere commissariate. Noi abbiamo scelto di salvare un milione di correntisti e 7000 posti lavoro, e abbiamo anche deciso di fare un fondo di solidarietà. Non è poca cosa».

Possibile azioni di responnsabilità per gli ex amministratori
Serracchiani ha escluso anche che il decreto del governo ostacoli le azioni di responsabilità nei confronti degli ex amministratori delle banche commissariate: «C'è il testo unico bancario che prevede che i commissari procedano per le azioni di responsabilità nei confronti dei precedenti membri dei consigli di amministrazione delle banche, proprio quelle che sono state commissariate. Azione che si può portare avanti a prescindere da qualunque comma. Ed è richiesta anche una decisione di Bankitalia».

Landini: Ognuno risponda alla propria coscienza, se ce l'ha
«Ognuno deve rispondere alla propria coscienza se ce l'ha». Così il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini commenta la votazione alla Camera che ha respinto la mozione di sfiducia nei confronti del ministro Maria Elena Boschi per il caso Banca Etruria.
Secondo Landini il compito fondamentale del governo è invece quello di restituire i soldi perduti dai risparmiatori che hanno investito nelle obbligazioni subordinate. «Stan facendo delle gran discussioni ma non ho ancora capito se chi ha perso i soldi li riavrà indietro e come», ha detto Landini ad askanews a margine della presentazione avvenuta ieri sera a Torino del film sulle lotte operaie, «Senza chiedere permesso», di Pietro Peroti e Pier Milanese. La decisione di affidare gli arbirati all'autorità anticorruzione Raffaele Cantone, ha aggiunto, «non cambia la sostanza». «Se vogliono accertare delle responsabilità lo faccian - ha detto Landini - , ma che la gente sia stata raggirata è assolutamente chiaro e un governo dovrebbe rispondere ai cittadini che è in grado di tutelarli quando ciò accade, e su questo non c'è una risposta univoca». Quanto alla vicenda Boschi «ognuno deve rispondere di quello che fa, alla sua coscienza. Se ce l'ha», ha concluso Landini.