24 ottobre 2019
Aggiornato 01:00

Renzi: «Siamo una superpotenza culturale»

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dal Piccolo Teatro di Milano, ha parlato dell'esposizione universale appena conclusa e degli ambiziosi progetti del governo per il dopo Expo

MILANO - «Expo è stato un grande successo perché ci ha restituito l'orgoglio di compiere l'impresa». Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dal Piccolo Teatro di Milano, ha parlato dell'esposizione universale appena conclusa. «Nel Medioevo - ha aggiunto Renzi - le opere si finivano con le generazioni, oggi la velocità dei nostri tempi ci porta ad avere un atteggiamento diverso, ma che bello essere parte di una impresa. L'Expo ci ha ridato tutto questo». Il premier poi ha voluto ringraziare i suoi predecessori: Prodi, Berlusconi, Monti e Letta, che hanno lavorato per il successo di Expo, e anche l'ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. 

Superpotenza culturale
«Non saremo mai una superpotenza militare ma oggettivamente siamo una superpotenza culturale", ha detto il presidente del Consiglio. «Non abbiamo portato qui i leader europei per fargli mangiare il risotto - ha aggiunto Renzi riferendosi alle visite dei Capi di Stato stranieri in Expo - ma per fare una riflessione insieme. Pensiamo che l'Expo dovesse essere un momento di riflessione sulle sfide del nostro tempo»«L'Italia - ha aggiunto il premier - non può essere considerata come un concentrato di problemi, l'Italia è anche questo, ma non è solo questo. Dobbiamo uscire dalla dinamiche che chi va all'estero è un cervello in fuga e chi resta non lo è. Siamo il secondo paese per longevità al mondo, non si vive così male in Italia».

Il dopo Expo
«Non siamo disponibili a lasciare questa bell'area in mano ai campanili. È inaccettabile per l'Italia, sarebbe tanto più inaccettabile per Milano che può essere la locomotiva economica d'Europa», ha detto Matteo Renzi parlando del futuro dell'Expo. «Da qui al 2040 - ha proseguito il premier - non so come cambierà il mondo. Quello che so però è dove deve essere l'Italia per questo abbiamo una serie di partite aperte sul post Expo e penso a cosa può essere Milano capitale culturale. Sono certo che il governo ha un compito nei confronti di Milano. Per anni ha detto che noi eravamo quelli che sapevano solo rottamare ma dopo un anno e mezzo di lavoro - ha concluso Renzi - è chiaro che c'è un disegno organico di riforme. L'Italia deve tornare ad essere facile e bella e non può limitarsi ad avere delle singole manifestazioni».

Progetti ambiziosi
Il progetto del governo per il dopo Expo a Milano è quello di «un grande centro di ricerca mondiale sulla genomica, il big data, la nutrizione, il cibo, la sostenibilità». Un centro nel quale «lo Stato è pronto a investire 150 milioni all'anno per i prossimi dieci anni». A Milano per presentare il piano del governo sull’utilizzo dell’area Expo il premier Matteo Renzi ha annunciato un progetto a lungo termine per l’area di Rho. Durante l’ incontro al Piccolo Teatro dedicato al futuro del sito espositivo, il premier ha detto che bisogna impegnarsi per «evitare che questa area diventi lo spazio del nostro rimpianto. Lo spazio c'è tutto. A noi il compito di non sciuparlo. Il progetto Italia 2040 è un programma ambizioso».

Nuovo Umanesimo
Il piano «Human technopole Italy 2040» del governo illustrato dal premier prevede la realizzazione di un centro mondiale per gli studi su genomica, big data, nutrizione, cibo e sostenibilità che a regime dovrebbe arrivare a impiegare circa 1.600 ricercatori, mettendo insieme «discipline diverse, dall'alimentazione alla robotica allo studio dei genomi del cancro, dove al centro ci sia l'uomo». Il simbolo di «un nuovo Umanesimo» ha sottolineato Renzi, spiegando che fino ad ora si sono creati solo centri su singole discipline e non interdisciplinari.

(Con fonte Askanews)