4 aprile 2020
Aggiornato 05:00
Il premier rilascia un'intervista al Corriere

Renzi: «L'Italia riparte e la tenuta del governo non è a rischio»

Sui numeri dell'economia nazionale il premier rassicura: "Torniamo a crescere. Lo facciamo all'incirca come Francia e Germania"

ROMA (askanews) - L'Italia è «in movimento», «si respira un clima di ripartenza. Dopo anni di segno negativo torniamo a crescere». Lo ha detto il presidente del consiglio, Matteo Renzi in una lunga intervista al Corriere della sera.

Renzi: Cresciamo come Francia e Germania
«Cresciamo all'incirca come Francia e Germania: poco, ma finalmente come loro» ha aggiunto, precisando: «Non mi accontento dello zero virgola, ma vorrei ricordare che i precedenti governi avevano un netto segno 'meno'». E aggiungendo, con una non velata polemica verso la Lega Nord: «Con buona pace di Salvini che organizza manifestazioni per "bloccare l'Italia": sono vent'anni che siamo bloccati, ora è il momento di correre. Voglio proprio vedere quanti imprenditori del Nord-Est fermeranno le aziende per la serrata della Lega». Renzi ha quindi sottolineato che «io le tasse le ho abbassate sul serio. Mi riferisco innanzitutto agli 80 euro; Prodi forse non lo ricorda perché non rientra nella categoria, ma chi guadagna meno di 1.500 euro al mese se n'è accorto eccome. Mi riferisco poi alle misure sul lavoro, dall'Irap agli sgravi contributivi per i neoassunti. Adesso la casa con l'azzeramento di Tasi e Imu, quindi l'Ires per le aziende nel 2017 e l'Irpef nel 2018».

La tenuta del governo non è a rischio
Durante la medesima intervista al Corriere della Sera, Matteo Renzi ha toccato altri temi caldi, come la riforma del Senato. "Non vedo nessun rischio» per la tenuta del governo, ha voluto precisare il premier. «I numeri ci sono, come sempre ci sono stati», ha sottolineato chiarendo inoltre che la via dell'accordo è quella preferita, ma senza possibilità di bracci di ferro: «Se vogliamo forzare possiamo farlo. Ma noi fino alla fine cerchiamo, come sempre, un punto d'incontro». E sulla possibilità che la maggioranza venga raggiunta grazie ai voti di Verdini, nessun imbarazzo. «E perché? Il gruppo di Verdini ha già votato le riforme al primo giro. Mi stupirei del contrario. La mia minoranza firma gli emendamenti con Calderoli e Salvini, Grillo e Brunetta; e dovrei imbarazzarmi per il voto di chi già ha sostenuto questa riforma?» Sul Senato elettivo, cavallo di battaglia della minoranza Pd, Renzi ha detto: "Non è il passaggio più delicato della riforma: una soluzione si può trovare. Non abbiamo mai fatto le barricate su nulla, se non sul principio di superare il bicameralismo paritario: vedremo. Basta che non sia la scusa per ricominciare sempre da capo».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal