15 settembre 2019
Aggiornato 23:00

Reddito di cittadinanza, Istat: «Costa 14,9 miliardi di euro»

Il ddl del M5S propone di aiutare 2 milioni e 759 mila famiglie con un reddito inferiore alla linea di povertà. Ne abbiamo parlato con il deputato pentastellato Daniele Pesco. Ecco in cosa consiste.

ROMA – L’Istat si pronuncia sul reddito di cittadinanza. Il presidente dell’istituto, Giorgio Alleva, nel corso dell’audizione alla Commissione Lavoro e previdenza sociale del Senato, ha dichiarato che il costo totale del reddito di cittadinanza presentato con disegno di legge n.1148 è di circa 15 miliardi di euro. Più alto sarebbe il costo della proposta di Sel per il reddito minimo garantito, che costerebbe alle casse dello Stato circa 23 miliardi di euro. Ecco, in dettaglio, cosa propone il M5S.

Un aiuto per le famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà
Il ddl del M5S propone di aiutare 2 milioni e 759 mila famiglie con un reddito inferiore alla linea di povertà. Se il reddito di cittadinanza dovesse diventare realtà, l’Italia potrebbe vantare un salario minimo di 1560 euro: il più alto d’Europa, dopo quello del Lussemburgo. In cosa consiste  la proposta del M5S? Per capirne di più ne abbiamo parlato con il deputato grillino Daniele Pesco, che ha rilasciato un’intervista a Diariodelweb. «Saranno messi a disposizione 780 euro mensili per individuo, e l'importante è assicurare a tutti il superamento della soglia di povertà. Ci siamo basati sui dati europei, in particolare sulla scala OCSE per il rischio di povertà, ma la novità di questa misura è che non pensiamo soltanto a dare un reddito, ma anche a dare un lavoro. Non è una misura assistenzialista fine a se stessa.», ci ha spiegato.   

780 euro in cambio di servizi per la collettività
Non si tratta, insomma, di semplice carità, ma di uno strumento per creare nuovi posti di lavoro e rimettere in moto l’economia reale attraverso la «buona occupazione». Come, ce lo spiega ancora Pesco:  «In svariati modi: innanzitutto ogni beneficiario del reddito di cittadinanza sarà chiamato a donare 8 ore del proprio tempo alla collettività, e questo non attraverso cooperative, come penso voglia fare Matteo Renzi, ma attraverso progetti svolti dai comuni e finalizzati a svolgere servizi utili. Inoltre, ci saranno degli incentivi, che saranno distribuiti alle imprese disposte ad effettuare nuove assunzioni. E' anche prevista la riqualificazione delle terre demaniali, ed anche in questo caso verranno svolti dei progetti ad hoc che coinvolgeranno i beneficiari del reddito di cittadinanza per coltivare queste terre abbandonate dallo Stato in modo sostenibile. Con tutto ciò potrà essere favorita una piccola ripresa economica, grazie all'indotto derivante da questa nuova quantità di moneta in circolazione.»

Il redito di cittadinanza è una vera e propria manovra espansiva
«Possiamo considerare il reddito di cittadinanza come una vera e propria manovra espansiva», ci tiene a precisare ancora il deputato pentastellato. E se qualcuno dovesse chiedersi dove lo Stato possa reperire le risorse necessarie, è presto detto perché anche qui Pesco ha la risposta pronta: «L'ammontare di risorse disponibili è pari a 15 miliardi, anche se servirà sicuramente qualcosa in più per andare a migliorare dei servizi indispensabili per chi è disoccupato o sottoccupato: ci riferiamo ai Centri per l'Impiego e ai Centri di Formazione. Abbiamo trovato più di venti voci sulle coperture. I soldi ci sono. Sappiamo benissimo che spesso vengono spesi inutilmente, basterebbe tagliare la quota che viene sprecata alla voce corruzione. I nostri calcoli sono suffragati dai calcoli effettuati dall'ente italiano preposto per la materia (l’Istat), perciò siamo sicuri che la nostra è una misura certa ed esatta.»