21 ottobre 2019
Aggiornato 17:00
L'ex ministro sul vertice emergenza immigrazione

Kyenge: le misure del Consiglio Ue non sono sufficienti

L'ex ministro dell'Integrazione del governo Letta, Cècile Kyenge, ora europarlamentare Pd, commenta il Consiglio straordinaio Ue tenutosi ieri sull'emergenza immigrazione. Per la Kyenge «Non si può lasciare accoglienza a discrezionalità Stati». «C'è la consapevolezza del dramma che si sta vivendo». Ma non basta proprio.

ROMA (askanews) - «Quello che è uscito dal Consiglio europeo sull'immigrazione non è all'altezza della situazione, si poteva fare di più». L'Ue, ancora una volta, ha peccato di «egoismo». La pensa così l'ex ministro dell'Integrazione del governo Letta, Cècile Kyenge, ora europarlamentare Pd. Certo, «bisogna registrare il primo passo, il fatto che dopo tanti anni i diversi Stati si siano messi allo stesso tavolo per affrontare il tema, c'è la consapevolezza del dramma che si sta vivendo». Ma non basta proprio.

Bisogna sottrarre vite a scafisti
«Gli scafisti - spiega l'europarlamentare dem ad Askanews - usano le persone come merce e noi siamo qui a pensare come ci possiamo proteggere! Dobbiamo sottrarre agli scafisti quelle vite umane che considerano il loro tesoretto. O tra un paio di settimane ci ritroveremo a piangere altri morti e allora il dolore dell'Ue non sarà molto credibile...». L'Ue offre più soldi e più mezzi ma non accoglienza... "Il punto principale - risponde la Kyenge - non era se aumentare le risorse e i mezzi, ma difendere prima di tutto il valore della vita umama. Intanto salviamoli. Bisogna cominciare a parlare di un progetto europeo che si chiami Europa nostra e che contenga Mare Nostrum, archiviamo Triton, e poi serve una lotta forte contro i trafficanti di essere umani».

Europa ha perso un'occasione
Renzi poteva fare di più? «La responsabilità non è da addossare a lui - dice la Kyenge - ma ai 28 Stati che si riuniscono per partorire un piccolo progetto. L'Europa ha avuto l'opportunità di mettere in atto il progetto europeo della solidarietà e della ripartizione della responsabilità ma per debolezza ha perso questa occasione. Quanto all'accoglienza, non dimentichiamoci che esiste la Direttiva 55: in caso di afflusso massiccio di sfollati l'Ue deve accogliere, non si può lasciare questo alla discrezionalità dei singoli, va fatta un'equa ripartizione delle responsabilità».