8 dicembre 2019
Aggiornato 20:00
Governo | Maggioranza

Cesa: «Renzi deve rispettarci»

Lo dichiara il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa: «Nostro ruolo fondamentale». Buttiglione: «Serve chiarimento con Renzi su Italicum e dentro Ap». Sacconi: «Non ci interessa ministero, ma il Premier sappia che c'è l'Ncd»

ROMA - «Noi di Area Popolare non cerchiamo poltrone e mai lo abbiamo fatto, ma in funzione del ruolo svolto sino ad ora esigiamo rispetto e considerazione, questo sì. Ed quel che ci aspettiamo dall'esecutivo». Lo dichiara il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa.
«Area popolare - rivendica Cesa - è nata ispirandosi ai principi moderati e liberali europeisti, fin dal principio ha raccolto l'ambizione di voler divenire un grande cantiere all'interno del quale ricostruire un centrodestra popolare sul modello del Ppe, vale a dire un'alternativa solida alle urla e agli slogan populisti di movimenti radicali e dai tratti fortemente anti-democratici. La nostra partecipazione al governo e il sostegno offerto al processo di riforme rappresenta un atto di fede verso le difficoltà degli italiani».

Buttiglione: serve chiarimento con Renzi su Italicum e dentro Ap
«Raramente le riforme dei sistemi elettorali ottengono i risultati previsti e desiderati dai loro promotori. L' Italicum ci doveva dare un sistema dell'alternanza in cui due grandi forze nazionali si alternassero al governo. Rischia adesso di darci un grande partito al centro ed un pulviscolo di forze minori, a destra e a sinistra, sostanzialmente ininfluenti, con scarsissime possibilità di alternanza. E' questo che vogliamo? Certo non erano queste le intenzioni enunciate da Renzi quando è iniziato il processo della riforma». Lo dichiara Rocco Buttiglione, deputato di Area Popolare.
«Se vogliamo salvare la democrazia dell'alternanza, Renzi deve smetterla di maltrattare Area Popolare e di fare campagne acquisti nelle sue fila. Deve, piuttosto, aiutare il progetto politico di Ap di aggregare un'area di centro idealmente alternativa alla sinistra e con un chiaro confine a destra contro le forze populiste antieuropee. Alfano, dal canto suo, apra in Ap una vera discussione politica. Non si può esercitare una leadership politica vera se si ha il timore di non essere seguito dai propri parlamentari, se c'è il sospetto paralizzante che qualcuno sia pronto a fare le valigie per andare con Renzi e qualcuno abbia voglia di traslocare con Berlusconi. Urge un chiarimento con Renzi ed anche un chiarimento dentro Ap» conclude Buttiglione.

Sacconi: Non ci interessa ministero, ma Renzi sappia che c'è Ncd
«A noi del ministero importa poco. L'importante è che Renzi abbia chiaro il carattere bipartitico del suo governo: c'è il Pd e c'è Area popolare». Lo afferma a 'Repubblica' Maurizio Sacconi, già capogruppo di Ncd in Senato.
Sacconi parte dalle Regionali per spiegare cosa sta succedendo anche all'interno del governo: «Per noi le elezioni sono la prova di lancio di un grande progetto. Con le alleanze in Veneto con Tosi, con Spacca nelle Marche, con Ricci in Umbria, Caldoro in Campania e Schittulli in Puglia, stiamo lavorando a costruire una nuova destra repubblicana, europeista e liberalpopolare che si collochi in quello spazio che sta tra la destra no euro di Salvini e la sinistra di Renzi. E mi auguro che anche Forza Italia possa parteciparvi quando rifletterà sull'abbraccio mortale con Salvini». Dunque, assicura Sacconi, «il nostro futuro non è quello di candidati indipendenti nella lista del Pd. Ci sentiamo dall'inizio della nostra esperienza non un partito ma il comitato promotore di un rassemblement sul modello dell'Ump francese. E ci giocheremo la partita puntando ad andare al ballottaggio, nella convizione che la presenza di questa terza forza impedirà a Renzi di agguantare il 40 per cento al primo turno».
E il ministero che c'entra con tutto questo? «Quella è una faccenda che risolveremo con calma. Ma il cuore del problema è che a Renzi ovviamente farebbe molto comodo condurre una campagna elettorale avendo di fronte solo Salvini e Grillo. Con il monopolio del buon senso avrebbe la vittoria assicurata per sempre. Il nostro progetto non è comprensibilmente gradito per cui si manifesta la ricorrente tentazione di ridurre ad uno la compagine di governo». Quindi, donna o uomo che sia, il prossimo ministro lo sceglierete voi e non il premier? «Intanto sarebbe meglio una scelta in base alla competenza e non al sesso. Il ministro lo nominerà comunque il presidente della Repubblica. E non dovrà dispiacere nè a Renzi nè a noi».