20 novembre 2019
Aggiornato 21:00
Il M5S si scaglia contro il governo Renzi

Di Maio contro il clientelismo

Il vicepresidente della Camera definisce Serracchiani «una comparsa della politica» e accusa il Governo Renzi di essere «sottoposto a ricatti» da parte delle lobby.

ROMA - Attacca Debora Serracchiani, definendola «una comparsa della politica». Si scaglia contro la corruzione e il clientelismo, tenendo a battesimo la ‘mappa del potere’ realizzata dal Movimento 5 Stelle del Fvg. Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio è arrivato a Udine per lanciare un messaggio chiaro: assicurare una rotazione negli incarichi della pubblica amministrazione.

ILLEGALITÀ DILAGANTE - «Se ci troviamo nello Stato più corrotto d’Europa è perché ci sono sempre le stesse persone a gestire gli stessi poteri, e questo per difendere gli interesse di alcune lobby – ha affermato Di Maio –. Ettore Incalza al ministero delle Infrastrutture ne è un esempio. Si tratta di persone che gestiscono miliardi di euro di appalti e poi finiscono in scandali di corruzione».
Per cambiare le cose, il rappresentante dei pentastellati è convinto possa bastare la volontà politica: «La corruzione è frutto di persone lasciate nelle stesse posizioni di potere per anni e anni. Vogliamo cambiare le cose e prevenire prima di curare e prima di doverci vergognare a livello internazionale. Come? Io faccio parte di un movimento – aggiunge Di Maio – dove al massimo si possono fare due mandati, e questo proprio per assicurare rinnovamento sia in politica che negli incarichi pubblici».
Il vicepresidente della Camera ha citato diverse volte le parole «cambiamento» e «moralità», chiedendo di modificare l'impostazione alla base delle opere pubbliche, annullando il conflitto di interessi: non più grandi infrastrutture tra città diverse ma piccoli interventi all’interno di una stessa città.

LA LEGGE ANTICORRUZIONE – Di Maio ha parlato anche del testo di legge fermo in Parlamento da 800 giorni: «C’è un motivo se non la vogliono approvare – chiarisce – perché i partiti di maggioranza, e cioè quelli implicati negli scandali Expo, Mose e Mafia capitale, nel momento in cui varassero la legge anticorruzione andrebbero all’1% del consenso, in quanto scomparirebbe la loro rete di contatti con cui alimentano il consenso». Sul tema della moralità, Di Maio ha ricordato come i partiti si possano autoregolamentare al di là delle disposizioni di legge: «Il Movimento 5 Stelle lo fa e grazie ai nostri stipendi, anche in Fvg nasceranno nuove imprese», ha detto Di Maio citando l’avvio del Click-Day ad aprile.

LA MAPPA DEL POTERE – Il Movimento 5 Stelle del Fvg ha presentato il portale che raccoglie tutte le informazioni sui soggetti nominati nelle società partecipate pubbliche. Con un click sul sito http://www.movimento5stellefvg.it è possibile ricostruire lo storico delle nomine nei cda. Una banca dati formata da 3.800 nomi  costruita nell’arco di un anno e mezzo, che sarà ulteriormente implementata nei prossimi mesi. Una sorta di «libro bianco 2.0» sugli incarichi pubblici, in modo da verificare in tempo reale se nei cda del Fvg siano nominate sempre le stesse persone.  Una piattaforma, come ha precisato la consigliere regionale Elena Bianchi, all’insegna della trasparenza, stimolo per una riflessione sulle modalità con cui si assegnato gli incarichi pubblici.

LA COMPARSA SERRACCHIANI – Incalzato a esprimere un giudizio su Debora Serracchiani, Di Maio ha commentato: «La vediamo più noi a Roma che voi in Friuli», indicandola come una politica ‘tipo’ del Partito Democratico. «Il Pd non mette persone nelle cariche pubbliche, ma comparse, che gli servono per le tv. Sono tutti uguali. Anche Serracchiani è una comparsa della politica che utilizza la carica pubblica come un palcoscenico».

LE DIMISSIONI DI LUPI – Il vicepresidente della Camera ha parlato anche delle dimissioni del ministro Maurizio Lupi. «Le sue dimissioni sono la metà del dovere di questo governo. Renzi e Cantone dov’erano in questi otto mesi dopo la nostra segnalazione in Parlamento su Incalza, quello che è al ministero da 25 anni e che ha potuto fare tutto ciò che voleva? Chiunque sapeva ma nessuno lo ha mai rimosso e ora chiedono le dimissioni di Lupi. Questo – conclude il parlamentare grillino – è un governo che dovrebbe andarsene a casa perché non è capace di controllare i propri ministeri. Anzi, è un governo che non può controllare i propri ministeri in quanto sottoposto a ricatti politici».