18 novembre 2018
Aggiornato 05:30

Prescrizione, Bonafede esulta: «Il governo mantiene la parola (e supera Renzi e Berlusconi)»

Il ministro della Giustizia incassa la riforma della prescrizione da lui fortemente voluta: «Si fa, era nel contratto, ma entrerà in vigore solo dopo un anno»
Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, al termine della cerimonia di consegna delle onorificenze dell'Ordine al Merito del Lavoro ai Cavalieri
Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, al termine della cerimonia di consegna delle onorificenze dell'Ordine al Merito del Lavoro ai Cavalieri (Riccardo Antimiani | ANSA)

ROMA«La riforma della prescrizione si fa. Era nel contratto e questo governo mantiene sempre la parola data. Stamattina ci siamo incontrati con il presidente Conte, i vice premier Di Maio e Salvini e il ministro Bongiorno. Abbiamo concordato che, come previsto proprio nel contratto, la riforma della prescrizione, con la sua interruzione dopo la sentenza di primo grado, proceda 'parallelamente alle assunzioni nel comparto giustizia': così la riforma della prescrizione entra nella legge 'Spazzacorrotti', ma la sua prima applicazione la si avrà a un anno dall'entrata in vigore dell'anticorruzione. Un tempo utile per mettere a regime le nuove risorse che faranno riavviare il motore della giustizia grazie agli stanziamenti in manovra, pari a 500 milioni di euro». Lo scrive su Facebook il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. «Ma un tempo che ci siamo posti come limite massimo per riformare il processo penale, accorciarne i tempi e avere date certe per i processi. Abbiamo concordato sul fatto – prosegue – che la prescrizione, per funzionare, deve entrare in un processo breve e dalle spalle larghe, quindi a breve depositeremo una legge delega in materia con l'obiettivo che sia già in vigore quando la riforma della prescrizione avrà la sua prima applicazione».

Oltre i precedenti esecutivi
Per il Guardasigilli «è un ulteriore passo avanti sulla nostra concezione di giustizia, ovvero come servizio che si rende al cittadino: la nostra bussola resta sempre l'interesse collettivo. Del resto, era tutto previsto nel contratto di governo per 'ottenere un processo giusto e tempestivo ed evitare che l'allungamento del processo possa rappresentare il presupposto di una denegata giustizia'. Lasciatemelo dire: finalmente si cambia davvero! La giustizia è un altro esempio del nostro impegno per costruire un Paese diverso da quello che ci hanno lasciato Renzi e Berlusconi», conclude Bonafede.

In vigore dal 2020
E, a proposito del differimento di un anno dell'entrata in vigore della riforma della prescrizione: «Era importante dare un segnale adesso», ha risposto il ministro, interpellato a margine della cerimonia al Quirinale sui Cavaliere del Lavoro. Per dare attuazione a questa riforma, ha spiegato il Guardasigilli, occorrono delle «infrastrutture che verranno disposte nella riforma del processo penale» ecco perché l'entrata in vigore slitterà di un anno. Ma per il ministro pentastellato «è importante approvarla adesso nel ddl anticorruzione perché vuol dire che tra due mesi sarà legge».