18 dicembre 2018
Aggiornato 22:00

Donzelli: «Ora le coop rosse non finanzieranno più la sinistra»

Con l'approvazione dell'emendamento del deputato di Fratelli d'Italia, le cooperative sociali non potranno più pagare i partiti: lo spiega al DiariodelWeb.it

Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d'Italia, lei ha presentato un emendamento al ddl anticorruzione per impedire alle cooperative di finanziare i partiti politici.
Un emendamento semplice. Le cooperative sociali godono di agevolazioni economiche, fiscali e burocratiche per l'attività che svolgono. Tra l'altro, possono accedere a bandi pubblici in barba alle regole che tutti gli altri devono rispettare: ovvero, un Comune può affidare loro un servizio in affidamento diretto senza seguire le norme della concorrenza e degli appalti. È evidente che, se poi la cooperativa può finanziare il politico che decide l'affidamento, si crea inevitabilmente un cortocircuito che porta poca trasparenza. Questo è il sistema di potere che abbiamo conosciuto anche troppo bene in alcune Regioni rosse. Non è giusto, nemmeno per la finalità della cooperativa sociale, che sarebbe quella di aiutare dei soggetti svantaggiati: se hanno a disposizione dei fondi, vadano a loro, non ai partiti.

Insomma, si ammanta di solidarietà un'operazione puramente politica.
Se ci sono dei soldi che escono dalle casse dello Stato, perché le coop vivono quasi completamente con denaro pubblico, una parte non può tornare al partito che ha fatto quella scelta e che governa quell'ente. Altrimenti questo cortocircuito danneggia anche i servizi che dovrebbero essere oggetto della cooperativa.

La sinistra ha portato avanti per anni questo sistema.
Finora sì, perché nessuno aveva posto il problema. Bastava vietare alle cooperative sociali di finanziare la politica: noi l'abbiamo fatto. Ieri abbiamo presentato un emendamento di tre righe, che porterà trasparenza e cambierà drasticamente il sistema di affidamento dei servizi alle cooperative. Ora ci sarà meritocrazia: le coop che offrono servizi migliori e operano meglio avranno più possibilità di lavorare.

L'altra battaglia che state conducendo riguarda il global compact: un patto che l'Onu vuole imporre e che rischia di creare problemi sul fronte dell'immigrazione. Ci spiega perché è così pericoloso per l'Italia?
Sono due i principi pericolosi che stabilisce il global compact. Primo: che esiste il diritto di emigrare a prescindere dai motivi. Così bisognerebbe accogliere non solo chi scappa dalle guerre, ma anche dal troppo caldo, ad esempio. Questo è un problema serio, che rischia di essere deflagrante per l'Italia, vista la nostra posizione geografica. Secondo: le nazioni che firmano questo patto non potranno più scegliere le loro politiche migratorie in autonomia, ma solo concordandole. Di fatto, chi firma questo patto cede la sua sovranità, la possibilità di scrivere da solo le proprie leggi sull'immigrazione. Le norme italiane sarebbero decise da altre nazioni, che magari hanno tutto l'interesse che gli immigrati si fermino qui. Si rischia di ritrovarci con un governo che non può fare l'interesse degli italiani, ma degli altri Stati che hanno firmato questo patto: non saremmo più padroni delle nostre frontiere.

Avete fatto un appello al ministro Salvini a non firmare questo patto. Come procede l'interlocuzione?
Vedremo. Per ora Giorgia Meloni ha fatto un question time alla Camera, a cui il ministro degli Esteri Moavero ha risposto in modo molto ambiguo: ha detto che il patto si potrebbe anche firmare, ma che il governo non ne ha ancora parlato. In pratica, ha rimandato il problema. Ma abbiamo presentato anche una mozione, che metteremo ai voti alla Camera, perché vogliamo poterci esprimere e votare contro l'adesione a questo patto scellerato per l'invasione. Ciascun parlamentare si prenderà la responsabilità della propria scelta.

Fdi, fin dall'inizio, si è posta in maniera neutra e senza pregiudizi nei confronti del governo. Se dovesse tracciare un bilancio dell'operato, finora, sarebbero più le luci o le ombre?
Forse più le ombre. Sicuramente tra le ombre ci sono il cosiddetto decreto dignità, che ha creato maggiori problemi alle aziende e al mondo produttivo, e il reddito di cittadinanza. Tra le luci, molte scelte forti, che abbiamo condiviso, fatte dal ministro Salvini sul tema dell'immigrazione. In queste ore stiamo votando il decreto sicurezza, che migliora la situazione attuale, ma è un po' timido, lo vorremmo più coraggioso. Vorremmo delle luci più forti: ma capiamo anche che alcune scelte vengono bloccate dai Cinque stelle che, è inutile girarci intorno, sono di sinistra. Ieri, ad esempio, a Roma si è votata una mozione per difendere la vita, e il M5s ha votato contro insieme alla sinistra.

Però, alla proposta di Berlusconi di riportare il centrodestra al governo insieme ai transfughi di altri partiti, voi avete risposto «no, grazie».
Anche perché in questo momento non so che intenzioni abbia Forza Italia. Le operazioni di questo genere, le alchimie di palazzo, non mi entusiasmano. Noi ci impegniamo a far crescere il più possibile Fratelli d'Italia, anche alle prossime elezioni europee, perché l'obiettivo è quello di liberare, prima o poi, la Lega da quest'alleanza con il M5s, ma arrivandoci ovviamente con un consenso dato dagli elettori.