12 luglio 2020
Aggiornato 17:30
Giustizia | Responsabilità civile dei Magistrati

Carbone: «Per i politici più facile punire i Magistrati, che fare una legge contro i corrotti»

La responsabilità civile dei magistrati è stata promossa alla Camera con 261 voti favorevoli. L'ANM parla di un tentativo di intimidazione nei suoi confronti, e le motivazioni ce le spiega il segretario dell'associazione, Maurizio Carbone, che ha rilasciato un'intervista ai microfoni del DiariodelWeb.it.

ROMA - La responsabilità civile dei magistrati è stata promossa alla Camera con 261 voti favorevoli. L'ANM parla di un tentativo di intimidazione nei suoi confronti, e le motivazioni ce le spiega il segretario dell'associazione, Maurizio Carbone, che ha rilasciato un'intervista ai microfoni di DiariodelWeb.it.

Ieri è diventata legge la riforma sulla responsabilità civile dei magistrati: cosa comporta per voi?
«Da tempo, possiamo dire da tre anni ormai, denunciamo quelle che per noi sono gravi preoccupazioni per l'approvazione di questa legge, che consideriamo un pessimo segnale dalla politica: un tentativo di normalizzazione della magistratura. Ci è dispiaciuto molto dover sentire ieri che questa legge sia stata definita «un fatto storico e rivoluzionario, una conquista importante per i cittadini», come se si volesse incitare i cittadini a esercitare azioni di risarcimento nei confronti dei magistrati. Questo è il significato che diamo all'eliminazione del filtro di ammissibilità, che era riconosciuto dalla Corte Costituzionale come uno strumento importante per garantire l'indipendenza della magistratura. Tra l'altro, il fatto che ieri la politica si sia ricompattata con un voto a larghissima maggioranza su questo tema - quando invece si cercano ancora probabili compromessi al ribasso su temi come quello della corruzione – dimostra, secondo noi, che esiste un intento punitivo nei nostri confronti, proprio nel momento in cui siamo più impegnati nella lotta alla criminalità e alla corruzione, e nel momento in cui è più forte la richiesta di legalità da parte del paese.»

Perché secondo voi il governo avrebbe interesse a colpire i magistrati? Cosa c'è dietro a questa riforma?
«Credo ci sia soprattutto la volontà di nascondere le proprie debolezze. Noi da tempo – e lo chiedono insieme a noi anche i cittadini – chiediamo un processo più rapido e veloce, ma purtroppo stentano ad arrivare risposte concrete. Oggi nei tribunali italiani mancano 9.000 cancellieri, era stato promesso un bando di concorso mai arrivato. Si vuole nascondere questa evidente incapacità di dare risposte concrete ai problemi della giustizia, indicando noi magistrati come il male del sistema, mentre le responsabilità sono altrove.»

L'ANM ha dichiarato lo stato di mobilitazione: cosa intendete fare?
«Abbiamo rifiutato l'idea – che pure era stata proposta – di fare uno sciopero, perché questo strumento non sarebbe stato capito in questo momento. Abbiamo invece interesse a spiegare ai cittadini che questa legge erroneamente è stata definita come una loro conquista, ma che anzi – costituendo un attacco all'autonomia dei magistrati – è a loro discapito, e soprattutto a discapito di quelli economicamente più deboli. Vogliamo diffondere una corretta informazione sulla questione, e comunque non ci lasceremo intimidire.»

Anche il Presidente Mattarella si è espresso sul tema, e vi consiglia di non essere «né protagonisti, né burocrati»: cosa vi sentite di rispondere?
«Credo che proprio il riferimento del Presidente al 'magistrato burocrate' sia molto importante: questa legge è un tentativo di normalizzazione della magistratura, ed è il rischio maggiore che vi leggiamo. Il rischio è quello di far diventare il magistrato un burocrate, proprio perché viene meno la sua autonomia e può essere continuamente esposto ad azioni di ritorsione. E' giusto evitare eccessi di protagonismo, ma altrettanto – e forse è ancora più importante – evitare di creare la figura di un magistrato burocrate, che assolutamente non corrisponde ai principi della nostra Costituzione.»