23 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Unione Europea

Infrazione UE sulla responsabilità civile dei magistrati, il Pdl «festeggia»

La Commissione ha redarguito l'Italia per il mancato rispetto della condanna della Corte europea di giustizia. Brunetta: «Si deve fare la legge, come da precisa norma comunitaria. La multa chi la pagherà? I giudici? La sinistra?» Dal Pd pronti al dialogo, Leva: «Riforma necessaria, sono gli altri partiti che non la vogliono»

BRUXELLES - Bruxelles ha aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia perché non rispetta le direttive comunitarie sulla responsabilità civile dei magistrati. La Commissione Ue ha lamentato il mancato rispetto da parte del nostro Paese di una condanna per la stessa ragione due anni fa, nel 2011, da parte della Corte europea di giustizia.
La notizia è stata cavalcata dal Popolo della libertà, che fa del tema giustizia uno dei suoi cavalli di battaglia.

SCHIFANI (PDL), POLITICA REAGISCA DOPO MONITO - «La procedura d'infrazione aperta dalla Commissione Ue contro l'Italia in tema di responsabilità civile dei magistrati dimostra - ha dichiarato il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani - che nel nostro Paese, ora più che mai, c'è l'urgenza di regolamentare la materia secondo le indicazioni dell'Europa. Ci auguriamo che l'importante monito europeo sia di stimolo nei confronti della classe politica italiana per l'introduzione di regole che ci pongano in sintonia con le altre democrazie europee in tema di responsabilità civile. Sarà un impegnativo compito, ma se si abbatteranno le barriere e i pregiudizi riusciremo a rendere il rapporto tra cittadini e magistratura più sereno e responsabile».

BRUNETTA, CHI PAGA MULTA, GIUDICI? - «C'e' un 'giudice a Berlino', anzi in Europa», ha commentato il presidente del gruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta. «La responsabilità civile dei magistrati - ha ammonito - dev'essere legge, come da precisa norma della Ue. In Italia non lo e'. E l'Europa intende punirci per questo. Il centrodestra si è battuto per far si' che anche i magistrati siano considerati cittadini uguali agli altri, per lo meno nel pagare i danni quando li provocano. La loro lobby potentissima, sostenuta dalla sinistra con equivoca compiacenza, ha impedito finora che questo principio elementare diventasse regola e prassi. La multa - ha domandato ancora Brunetta - chi la pagherà? I magistrati? La sinistra? Intanto l'indignazione si mescola alla soddisfazione: c'è un giudice a Berlino, anzi a Bruxelles. In attesa che si muova quello di Strasburgo contro l'assurda retroattività che si vuole applicare al senatore Berlusconi».
Il Partito democratico si è detto pronto ad intervenire per riformare la giustizia, ma senza prese di posizione ideologiche e senza mettere a rischio il ruolo del giudice.

LEVA (PD), RIFORMA INDISPENSABILE SENZA GIOCHINI - «A seguito dell'apertura da parte della Commissione europea della procedura d'infrazione contro l'Italia per i limiti posti alla responsabilità civile dei giudici - ha commentato invece il responsabile Giustizia del Pd Danilo Leva - è necessario intervenire. La posizione del Pd su questi temi è chiara, sono gli altri partiti che hanno sempre impedito qualsiasi azione di riordino. Come fece la Lega lo scorso anno.
Siamo consapevoli che si tratta di una questione delicata tanto più perché qualcuno vuole piegarla a strumento di pressione per non dover sottostare a decisioni sgradite. Una riforma è indispensabile però non può servire per giochetti politici di parte, deve essere chiaro al Pdl. La legge Vassalli intervenuta nel 1988 a regolare la materia negli anni non ha funzionato. Pertanto è indispensabile operare sui meccanismi previsti dalla medesima normativa per renderne efficace il funzionamento»
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«Questo - ha detto ancora Leva - richiede un clima di serenità e condivisione con la stessa magistratura, perché migliorare il testo vigente rafforzerà quest'ultima, il suo ruolo e le sue funzioni. Il Pd, che già da domani presenterà alla Camera dei Deputati due proposte sull'abolizione dell'ergastolo e sulla riforma della custodia cautelare, nei prossimi giorni assumerà una iniziativa anche sulla riforma della responsabilità civile dei magistrati».

FERRANTI, UE NON VUOLE RESPONSABILITÀ DIRETTA - «La pronuncia della Corte di giustizia europea alla base della procedura di infrazione aperta oggi dalla commissione Ue - ha detto la presidente Pd della commissione Giustizia della Camera - non attiene alla responsabilità del singolo de magistrato, bensì alla responsabilità dello stato italiano nel caso in cui vi sia da parte dei giudici violazione del diritto dell'Ue. Il campo di applicazione riguarda il diritto comunitario da parte della giurisdizione italiana e l'ambito su cui è intervenuta la Corte è l'ampiezza di responsabilità dello stato nei confronti del cittadino. Questi sono i punti. Mai la corte è intervenuta sotto il profilo né di richiedere una responsabilità diretta del magistrato, né tantomeno di richiedere una modifica della nostra legislazione interna».

MAGISTRATO PAUROSO NON FA BENE A GIUSTIZIA - «Il ragionamento che fa la Corte - ha precisato Ferranti - è il seguente: quando c'è stata una violazione, una erronea interpretazione derivante da uno scostamento che non sia scusabile da una interpretazione dominante giurisprudenziale del diritto comunitario e magari non ci siano altre scusanti che derivano dal fatto che la legge è poco chiara, lo stato deve avere un tipo di responsabilità più ampia di quella che vuole sostenere l'Italia sui parametri del dolo e della colpa grave. Da un lato c'è da rispondere alla procedura di infrazione con gli adeguamenti della normativa interna per far si che questa procedura sia messa a tacere dall'altro c'è la questione che riguarda la legge ordinaria sulla responsabilità civile dei magistrati che è oggetto di referendum da parte dei Radicali, ed è anche oggetto di proposte di legge per rendere il testo più adeguato ai principi del referendum del 1988 e che consenta alla responsabilità civile di salvaguardare da un lato l'interesse del cittadino da una risposta risarcitoria dello Stato, e in rivalsa da parte del magistrato, e dall'altra a garantire quell'autonomia e indipendenza di giudizio, e quindi anche e soprattutto di interpretazione della norma, che non deve essere una spada di Damocle perché il magistrato pauroso non fa bene alla giustizia, soprattutto alla giustizia dei cittadini onesti che non fanno parte di lobby e di potentati economici».