16 settembre 2019
Aggiornato 02:30
Il M5S era a favore, ma si è sentito tradito dal PD

Ferraresi: «Hanno voluto punire i magistrati»

E' legge la responsabilità civile dei magistrati, promossa alla Camera con 261 voti favorevoli. Ne è orgoglioso il ministro della Giustizia, Andrea Orlando: «Ora i cittadini saranno tutelati». Ma l'ANM parla di un'intimidazione nei suoi confronti, e anche il M5S è contrario alla riforma. L'On. Vittorio Ferraresi, parlamentare grillino, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Diario.

ROMA – E' legge la responsabilità civile dei magistrati, promossa alla Camera con 261 voti favorevoli. Ne è orgoglioso il ministro della Giustizia, Andrea Orlando: «Ora i cittadini saranno tutelati». Ma l'ANM parla di un'intimidazione nei suoi confronti, e anche il M5S è contrario alla riforma. L'On. Vittorio Ferraresi, parlamentare grillino, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di DiariodelWeb.it.

Perché il M5S ha votato contro mentre Lega, Fi, Sel, FdI si sono astenuti?
«Noi abbiamo iniziato questo percorso in pieno accordo col Partito democratico, per arrivare a un testo condiviso. Noi vogliamo una responsabilità indiretta, che non punti una pistola alla tempia dei magistrati. Ecco perché noi avevamo aperto al Senato, con un voto favorevole, però con la precisazione che alcune cose sarebbero dovute cambiare alla Camera. Questa apertura però non è stata ripagata, perché il Pd non ha accettato nessuna delle proposte emendative del M5S. In particolare, noi avevamo messo la lente d'ingrandimento sull'esclusione della responsabilità per quanto riguarda le misure cautelari reali, cioè per i beni, che sono quantitativamente molto numerose e si tratta spesso di questioni al limite; e, soprattutto, sulla colpa grave del magistrato per il travisamento delle prove o dei fatti. Questo è un punto molto importante, perché noi sappiamo – lo sanno bene gli avvocati, i magistrati e quanti frequentano i tribunali – che a questo punto in molti processi capiterà certamente che vengano impugnati i provvedimenti del giudice per il travisamento delle prove e dei fatti, nel caso in cui la parte in causa dovesse perdere. Ciò determinerà, nei processi molto delicati (per esempio quelli di corruzione coi colletti bianchi o relativi alla criminalità organizzata), una possibile intimidazione nei confronti dei giudici, e dall'altra parte senz'altro ad aumentare il contenzioso. Anziché deflazionare l'attività nei tribunali, questo provvedimento va esattamente nella direzione opposta, per l'ondata di domande di risarcimento - in virtù della nuova responsabilità civile dei magistrati - che arriverà. Si doveva fare una buona legge, ma questa non lo è affatto: è per questo che poi siamo passati a un voto contrario.»

L'ANM ha parlato di un'intimidazione nei confronti dei magistrati: questa è una legge che tutela i cittadini, o che vuole assestare un duro colpo a una casta potente?
«Credo che tante riforme che sta portando avanti il governo Renzi stiano perfino superando le aspettative di Silvio Berlusconi. Da questo punto di vista, certamente, i magistrati non sono stati tutelati. Per fare una buona legge serviva la responsabilità indiretta dei magistrati, per tutelare i cittadini e superare la vecchia legge – come richiesto dall'Europa -, ma senza andare a inflazionare ulteriormente i tribunali e ad intimidire i magistrati. Questo era possibile, visto che eravamo solo in seconda lettura alla Camera, ma il governo Renzi ha preferito accelerare e chiudere così. Hanno ragione i magistrati ( e non nego che nella magistratura ci siano persone che sbagliano, ed è giusto che i cittadini siano risarciti).»

Piuttosto che promuovere una riforma di questo tipo non sarebbe stato meglio dedicare l'attività parlamentare a combattere l'illegalità e la corruzione?
«Assolutamente. Siamo qui da due anni a parlare di anticorruzione, con un caos legislativo che male alla nostra nazione e anche all'interpretazione che i cittadini danno della giustizia. Ci sono priorità più importanti che il governo non sta portando avanti. Possiamo dire che dovrebbe venir prima la responsabilità civile dei politici, che hanno messo alla fame questo paese, che quella dei magistrati».