17 gennaio 2021
Aggiornato 12:00
Il guardasigilli annuncia le novità nel ddl Grasso

Orlando: sull'anticorruzione c'è intesa nella maggioranza

Il ministro della Giustizia Orlando annuncia che è stato raggiunto un accordo nella maggioranza sul testo contenente le norme di contrasto alla corruzione. Si profila «un'estensione dell'area di punibilità del falso in bilancio».

ROMA - Il vertice di maggioranza sulle norme anticorruzione, programmato per oggi dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, si è concluso con delle novità interessanti in merito alla questione tanto dibattuta del falso in bilancio. Il guardasigilli ha annunciato, infatti, che «si è deciso di escludere la procedibilità a querela per estendere a tutte le fattispecie la procedibilità d’ufficio».

LA MAGGIORANZA E L'INTESA - Nella maggioranza è stato dunque raggiunto un accordo in relazione al testo contenente le norme di contrasto alla corruzione all'esame del Senato. Presenti al vertice di Via Arenula, oltre al ministro della Giustizia Orlando, anche il vice ministro Enrico Costa, di Ncd, i responsabili giustizia del Pd e di Ncd, il deputato David Ermini e il senatore Nico D'Ascola; per quanto riguarda, invece, la commissione Giustizia della Camera, erano presenti la presidente Donatella Ferranti del Pd, il capogruppo Pd Walter Verini, il capogruppo di Ncd Alessandro Pagano. E, per la commissione Giustizia del Senato, Giuseppe Lumia, capogruppo Pd, Carlo Giovanardi, capogruppo Ncd e il capogruppo di Scelta civica al Senato, Gianluca Susta.

LA SPINTA DI CANTONE - Il ministro Orlando risponde alle parole del Presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, che spingeva il governo affinché si creasse una «corsia preferenziale sul ddl anticorruzione». Il guardasigilli sottolinea come esista già una corsia preferenziale e questa «permetterà di arrivare presto alla meta e un’approvazione definitiva del testo». In riferimento alle critiche sollevate negli ultimi giorni dal Movimento 5 Stelle, che proprio ieri in Senato vedeva respinta la richiesta di calendarizzazione in Aula del ddl in questione, il ministro della Giustizia risponde «i Cinque Stelle valuteranno: le loro critiche non sempre sono fatte con la necessaria obiettività. Mi auguro in ogni caso l’appoggio più ampio possibile in Parlamento» al disegno di legge. Aggiunge ancora il ministro – riferendosi non soltanto al movimento di Beppe Grillo ma a tutte le formazioni politiche del governo –: «Noi abbiamo trovato un accordo ora mi auguro il concorso delle altre forze politiche, penso a Sel e anche a Forza Italia che non credo sia necessariamente tagliata fuori da un confronto su questi temi».

COSA E' STATO DECISO - L'intesa della maggioranza annunciata dal ministro prevede, in particolare, un'estensione del regime delle sanzioni penali previsti per il pubblico ufficiale all'incaricato di pubblico servizio. Prevista, inoltre, un’armonizzazione delle sanzioni per i casi di corruzione propria, induzione e messa a libro paga, «quindi con riflessi anche sulle pene accessorie», specifica Orlando. Annunciato, inoltre, uno sconto di pena per chi collabora. L’area di punibilità per il falso in bilancio viene estesa, ma resta inamovibile il principio che fa riferimento alla dimensione dell’impresa e alla rilevanza del fatto. Il falso in bilancio sarà sempre perseguibile d’ufficio, mentre in una prima impostazione del testo si prevedeva la sola procedibilità a querela per le società non quotate. Per quanto concerne, invece, la prescrizione, questa «sarà approntata integralmente dalla commissione Giustizia della Camera insieme alle misure sul processo», ha spiegato Orlando, evidenziando come sia necessario che norma anticorruzione e provvedimento sulla prescrizione vadano di pari passo. Il termine per presentare gli emendamenti al testo sulla prescrizione è previsto per il prossimo 12 febbraio.

DDL GRASSO COME TESTO BASE - Orlando già da stamattina aveva assicurato che si sarebbe trovata una struttura all'impianto normativo. Il viceministro Costa spiega, infatti: «L'accordo si è trovato sugli emendamenti del governo esistenti rispetto al testo. Rimarrà il ddl Grasso come testo base e da mercoledì si ricomincia in commissione Giustizia» al Senato.