14 novembre 2019
Aggiornato 10:30
I commenti al discorso del nuovo Capo dello Stato

Mollicone: «Un discorso ovvio, ma non ci aspettavamo di più»

Questa mattina, il dodicesimo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha esordito davanti al Parlamento e alla nazione con il suo discorso del giuramento. Federico Mollicone, responsabile comunicazione di Fratelli d'Italia, ha rilasciato un'intervista a DiariodelWeb.it per commentare a caldo le parole del nuovo Capo dello Stato e del futuro della politica italiana.

ROMA – Questa mattina, il dodicesimo Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha esordito davanti al Parlamento e alla nazione con un discorso di circa mezz'ora. Federico Mollicone, responsabile comunicazione di Fratelli d'Italia, ha rilasciato un'intervista a DiariodelWeb.it per commentare a caldo le parole del nuovo Capo dello Stato.

Che ne pensate del discorso del nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella?
«Un discorso impeccabile e inclusivo, da vero democristiano, che contempla tutto e il contrario di tutto. Cerca di interpretare le istanze di riscatto di giovani e disoccupati, fino a quelle dei Marò: ma non si capisce bene chi poi dovrà concretizzare quest'impegno, se lui – ed è giusto che sia così in quanto parla da dodicesimo Presidente della repubblica Italiana – o altri. Apprezzabile l'elencazione dei temi e delle criticità del nostro paese, ma bisognerà vedere come questa sarà affrontata. Sospendiamo il giudizio, e riteniamo che per adesso si tratti solo di una dichiarazione d'intenti, taluni anche un po' flebili.»

Nel discorso di stamane, il Presidente Mattarella ha fatto riferimento alla Resistenza ed ha ringraziato quanti hanno concorso alla sconfitta del nazifascismo: voi, che siete portatori dei valori del centrodestra, come l'avete presa?
«Come storicamente deve essere presa. C'è un giudizio ormai storicizzato che va rispettato, ma come ha fatto lo stesso Luciano Violante vanno altresì rispettate tutte le ragioni: anche quelle di quella parte d'Italia che non si riconosceva in quei valori e che ha subito una guerra civile. Siamo per il superamento degli odi e per la costruzione di un'unica memoria storica finalmente condivisa. Consideriamo rischioso parlare, in maniera anche piuttosto retorica, di un periodo storico ormai superato, perché rischia di essere causa di divisione.»

Confidate sul fatto che questo dodicesimo Presidente della Repubblica potrà essere davvero un arbitro super partes, come egli stesso ha preannunciato?
«Lo speriamo. Da membro della Corte Costituzionale non ha dimostrato di essere un arbitro: ha difeso il governo sia sulle pensioni d'oro, sia sulla Legge Fornero. Quindi finora non è stato certamente un arbitro imparziale.»

Voi avevate candidato, insieme alla Lega Nord, Vittorio Feltri: possiamo credere che sia l'inizio di una nuova alleanza tra voi e Matteo Salvini, testimoniata anche dallo scambio di tweet tra lui e Giorgia Meloni delle ultime ore?
«Il centrodestra è sempre stato formato dalla Lega, da AN prima e poi PDL, e da Forza Italia: quindi la ripresa di un dialogo è più che naturale. Riteniamo che tutto il centrodestra debba superare questa crisi d'identità e che si ritorni a fare opposizione, perché l'Italia di Renzi è peggiorata drasticamente sotto tutti gli indicatori economici possibili. E' anche arrivato il momento di lanciare un messaggio che vada aldilà delle appartenenze: destra e sinistra sono concetti comunque superati, esiste oggi una lotta tra «alto» e «basso» - dove col termine basso mi riferisco in senso positivo al popolo –, e bisogna combattere contro le lobby e l'euroburocrazia di Bruxelles.

Matteo Salvini ha dichiarato che non tratterà con Forza Italia, voi invece vedete all'orizzonte la possibilità di dialogare anche con Fi e Berlusconi?
«Sì, certo. Noi dialoghiamo con tutti quelli che vorranno schierarsi contro Renzi.»