15 ottobre 2019
Aggiornato 21:00
Le conseguenze di Mattarella Presidente

I giorni neri di Alfano: Ncd in crisi

L'elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica porta con sé diversi strascichi politici, tra questi la posizione di Ncd. Angelino Alfano e i suoi hanno, infatti, appoggiato il candidato del premier, ma ora la spaccatura all'interno del partito sembra evidente: «Alleanza con Pd oltre legislatura solo con il progetto chiaro delle riforme», sostiene Gaetano Quagliariello.

ROMA - «Dopo le vicende che hanno preceduto l'elezione di Mattarella, dovremo chiederci: se il programma che ci eravamo dati è ancora valido; se passa ancora attraverso questa alleanza di governo; e quale deve essere il rapporto con gli altri spezzoni del centrodestra che sembrano sempre più in difficoltà». Lo ha dichiarato, in un'intervista al quotidiano Il Mattino, il coordinatore nazionale di Ncd, Gaetano Quagliariello, per il quale «innanzitutto, serve una discussione interna».

PROBLEMI COL PD - Sul fronte dei rapporti con il Pd, Quagliariello ha affermato: «La parola verifica è stata eliminata dal vocabolario italiano, ma è chiaro però che c'è un problema nel rapporto con il nostro alleato di governo, per il modo sbagliato scelto da Renzi per candidare Mattarella. Sono prevalse esigenze di tenuta interna del Pd, a discapito dell'attenzione per le forze che hanno portato avanti le riforme». «Per realizzare il cambiamento di cui ha bisogno il Paese - sostiene -, in astratto sarebbe necessaria una collaborazione con il Pd che andasse anche oltre questa legislatura. Ma dovrebbe trattarsi di un rapporto strutturato, non lasciato all'improvvisazione del momento, che non smarrisca la visione. Per ora non è così». 

SALTAMARTINI LASCIA NCD - «Oggi dopo aver incontrato il presidente di Ncd, Angelino Alfano, ho deciso di lasciare il Partito». Lo afferma, in una nota, la deputata Ncd Barbara Saltamartini. «Una scelta difficile e sofferta - prosegue - ma coerente con gli obiettivi che mi ero posta quando ho contribuito alla fondazione del Nuovo Centrodestra. Una scelta maturata dopo l'ennesimo strappo compiuto dal premier Renzi che, sia chiaro non sulla scelta del nome del Presidente Mattarella, ma nel metodo ha imposto agli alleati una decisione presa solo con il Partito Democratico e che Ncd ha avvallato alla 4a votazione, chiudendo così il dialogo aperto con altre forze di centrodestra».

LINEA POLITICA MUTATA - «Con Alfano - osserva Saltamartini - ci siamo confrontati sul piano politico su quanto fatto dalla nascita del nostro progetto, e dunque sulle successive sfide che il partito intende portare avanti. Restano inalterati i buoni rapporti personali, ma oggi la linea politica espressa dal presidente Alfano non rispecchia più il progetto che avevamo presentato agli italiani. Costruire un'aggregazione di centrodestra in grado di poter rappresentare i milioni di elettori che non votarono il Pdl alle ultime elezioni politiche del 2013 e garantire, con il governo Letta, la stabilità necessaria per poter superare la grave crisi economica che l'Italia stava attraversando, sono stati i presupposti per la nascita del nuovo partito nei quali mi sono ritrovata. Con l'avvento di Matteo Renzi tutto è cambiato. E' arrivata la velocità negli annunci ma pochi fatti, il presidente del Consiglio ha imposto un metodo non rispettoso verso gli alleati di Governo, ha fatto prevalere gli interessi del PD anteponendoli a quelli degli italiani che sono in attesa di quelle riforme economiche e sociali urgenti per uscire rapidamente dalla crisi»«In tal senso - conclude Saltamartini - la linea di continuare a sostenere questo governo, che oggi mi ha riconfermato Alfano, per quanto mi riguarda non è più sostenibile».

DE GIROLAMO: NON SIAMO ALLEATI A COMANDO - «Sono sempre stata favorevole a una ricostruzione del centrodestra ora però chiedo anche dignità per il centrodestra. Occorre un serio confronto nel partito e dobbiamo dirci tutto guardandoci negli occhi senza paure, ma neanche senza falsità». E' quanto scrive su Facebook il capogruppo alla Camera di Area popolare (Ncd-Udc), Nunzia De Girolamo, aggiungendo che serve «poi un confronto immediato con Renzi, non possiamo fare gli alleati a comando» e che «il risultato di questi chiarimenti avrà sicuramente ripercussioni territoriali e dunque sulle competizioni regionali»«Si avvicinano le regionali in Campania - continua De Girolamo -. Sarò chiara: non è possibile fare alleanze a macchia di leopardo, avere mille comportamenti diversi. Lo dico da sempre e mi fa piacere che anche Quagliariello sia sulle mie posizioni. Nessun elettore capirebbe, infatti, alleanze variabili tra una Regione e l'altra».