26 aprile 2019
Aggiornato 13:30
Ecco chi è il candidato del premier: luci e ombre dell'ex Dc

Al Quirinale vincerà Mattarella o il Patto del Nazareno?

Si aprono le danze. Alle 15 l'assemblea dei 1009 grandi elettori, composta dai parlamentari e dai 58 rappresentanti regionali riuniti in seduta comune, darà il via alla votazione per l'elezione del nuovo Capo dello Stato. Matteo Renzi vuole al Colle Sergio Mattarella. Ma Berlusconi è contrario. Reggerà il Patto del Nazareno?

ROMA - Si aprono le danze. Alle 15 l'assemblea dei 1009 grandi elettori, composta dai parlamentari e dai 58 rappresentanti regionali riuniti in seduta comune, darà il via alla votazione per l'elezione del nuovo Capo dello Stato. Matteo Renzi vuole al Colle Sergio Mattarella.

IL PD VUOLE SERGIO MATTARELLA - Si aprono le danze. Alle 15 l'assemblea dei 1009 grandi elettori, composta dai parlamentari e dai 58 rappresentanti regionali riuniti in seduta comune, darà il via alla votazione per l'elezione del nuovo Capo dello Stato. Probabilmente il nome del tredicesimo Presidente della Repubblica non verrà proclamato oggi, perché le prime tre votazioni prevedono il quorum dei due terzi dell'assemblea, cioè 673 voti. Dalla quarta, invece, per l'elezione basta la maggioranza assoluta: cioè 505 voti. Per questa ragione, in molti credono che i parlamentari si accontenteranno nelle prossime ore di una sorta di riscaldamento a base di consultazioni, scrutini e false partenze. Intanto, però, Matteo Renzi si è finalmente deciso a tirar fuori il nome del candidato del Pd: è Sergio Mattarella il prediletto del premier.

ECCO CHI E' IL CANDIDATO DEL PREMIER: RICORDATE IL MATTARELLUM? - Ma chi è, Sergio Mattarella? E la domanda non è scontata, perché, in effetti, a Montecitorio lo conoscono in pochi dato che non lo frequenta da almeno sette anni. Sergio Mattarella nasce a Palermo il 23 luglio 1941, ed è figlio della politica siciliana: suo padre Bernardo fu un politico democristiano più volte ministro tra gli anni cinquanta e sessanta, a sua volta fratello minore di quel Piersanti che venne assassinato da Cosa Nostra mentre era Presidente della sua regione. Sergio Mattarella entrò in politica, a sua volta, con la DC e ricoprirà il ruolo di Ministro della Pubblica Istruzione del governo Andreotti, a partire dal 1989. E', naturalmente, famoso per la legge elettorale che porta il suo nome, il Mattarellum appunto – appellativo utilizzato per la prima volta dal politologo Giovanni Sartori – che venne utilizzata nel 1994, nel 1996 e nel 2001.

IL PATTO DEL NAZARENO ALLA PROVA DEI FATTI - Vale anche la pena di ricordare che il candidato del Presidente del Consiglio si dimise la sera del 26 luglio 1990 da ministro della Pubblica Istruzione, perché Andreotti aveva posto la fiducia sulla legge Mammì, che consacrava e legittimava le tre reti televisive di Silvio Berlusconi. Di lì a poco la DC sarebbe stata sconfitta proprio dalla «sua» legge elettorale, e Mattarella diventò membro del Partito popolare che della democrazia cristiana prese il posto. Poi vennero L'Ulivo, la Margherita e infine il Partito Democratico di cui egli stesso scrisse il manifesto fondativo insieme con Pietro Scoppola. Divenne anche Ministro della Difesa nel governo d'Amato, e fece abolire il servizio militare obbligatorio. Oggi svolge il ruolo di giudice costituzionale, dal 5 ottobre 2011. E tra poche ore si voterà di nuovo il suo nome per la Presidenza della Repubblica italiana. Se, però, sembra essere assicurata la convergenza dei dem sul candidato del premier, è anche vero che Silvio Berlusconi ha duramente respinto la proposta renziana: «Il candidato non c'é». Reggerà ancora il Patto del Nazareno?