22 luglio 2019
Aggiornato 11:30
Possibile convergenza dissidenti Pd e 5 Stelle sul professore

I Grillini: se la rete dice Prodi lo votiamo

I primi risultati delle Quirinarie sono stati resi noti dal blog di Grillo: sono sei parlamentari Pd, specialmente i dissidenti, hanno risposto alla lettera grillina, indicando il proprio candidato al Quirinale. Uno solo, il nome uscito: Romano Prodi. Lo stesso Prodi che, secondo la ricostruzione di Grillo, sarebbe stato azzoppato nella corsa al colle da «Renzi tiratore»

ROMA – Erano stanchi di aspettare una risposta, da Renzi, che sembrava non arrivare mai. E così Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio hanno deciso di dare una spinta in avanti alle loro «Semi-Quirinarie». Perché, a differenze dell’edizione delle Quirinarie 2013, in cui il Movimento Cinque Stelle sondò direttamente attraverso la rete quali dovessero essere i candidati «dal basso», quest’anno i pentastellati hanno deciso di chiedere a Renzi i suoi nomi e, solo in seconda battuta, sottoporli al popolo del web.

CIVATI IL PRIMO A RISPONDERE ALLE «SEMI-QUIRINARIE» DI GRILLO - Eppure, il premier dem, impegnato a dettare ai suoi la strategia per il Colle – scheda bianca alle prime tre votazioni in modo da raggiungere un quorum più basso –, non ha voluto raccogliere la «sfida» lanciatagli dall’ex comico, e non ha risposto alla campagna del Movimento denominata con l’hasthag #Renzifuoriinomi. Ma Grillo e Casaleggio non si sono arresi: hanno inviato una lettera ai parlamentari Pd, chiedendo il nome del loro candidato da sottoporre al portale. Una lettera che Pippo Civati ha subito pubblicato sul suo profilo facebook, e a cui è stato il primo a rispondere, con la stessa missiva inviata al proprio partito. In quest’ultima, il capofila dei dissidenti Pd ha sottolineato come, per l’elezione del presidente della Repubblica, non si sia mai «trovato un metodo, neppure in via di prassi, come invece è accaduto per altri passaggi che la Costituzione non regola nel dettaglio». «Ecco che quindi questa volta, per me, deve rappresentare l’occasione per rimediare almeno a questo, perché, in un momento di grande sfiducia dei cittadini nelle istituzioni, occorre seguire un percorso di trasparenza da cui conseguirebbe – credo – anche una maggiore rapidità della scelta», scrive Civati. Che propone, alla fine, di ripartire proprio sul nome che aveva scisso il Pd sotto i colpi dei franchi tiratori nel 2013: Romano Prodi.

SOLO 4 PARLAMENTARI DEM HANNO FATTO UN NOME, E SEMPRE QUELLO DI PRODI - Sempre per Prodi si sono espressi poi Sandra Zampa, già portavoce del professore, Corradino Mineo e Franco Monaco. Roberto Rampi ha inviato una risposta di sola cortesia, invitando i Cinque Stelle a partecipare alle consultazioni di Renzi, mentre Stefano Esposito, autore degli emendamenti all’Italicum approvati dalla maggioranza del Nazareno, ha invitato Grillo ad andare «a zappare la vigna».

PER GRILLO, RENZI SAREBBE IL LEADER DEI FRANCHI TIRATORI 2013 - Miseri, insomma, i primi risultati di queste Quirinarie 2015. Anzi, per ora fallimentari: se da un lato solo 4 parlamentari hanno indicato un nome valido, dall’altro l’unico candidato che, ad oggi, i Cinque Stelle potrebbero sottoporre alla rete sarebbe Romano Prodi. Un nome su cui Beppe Grillo si era già in parte espresso sul suo blog nel 2013, perlomeno nella ricostruzione delle dinamiche ce avevano portato alla rocambolesca performance dei franchi tiratori di Pd. Prodi, infatti, per l’ex comico, sarebbe stato affossato in quanto Berlusconi, con lui, «avrebbe avuto vita dura». E già prima che il «patto del Nazareno» venisse «ufficialmente» siglato, Grillo aveva ben chiaro chi potesse aver fatto quel, a suo avviso, «regalino»  a Silvio: «Può il giovane ebetino di Firenze Matteo Renzie, dimostrare che i suoi 55 parlamentari non hanno contribuito, dietro suo ordine, all'impallinamento di Prodi e quindi alla nascita del governo guidato di fatto dal suo amico Berlusconi o conferma questa vox populi? Sono sicuro che Renzie con uno scatto d'orgoglio da statista, uno come quello che lo portò ad Arcore dal futuro pregiudicato o come quello che lo fiondò alla tavola di Briatore, dimostrerà inequivocabilmente la sua estraneità».

GRILLO: PRODI? NON SE NE PUÒ PIÙ - A dicembre, Grillo, sull’ipotesi di Prodi nuovo inquilino del Quirinale, è stato chiaro: «Basta, non se ne può più». Il leader Cinque Stelle, infatti, auspicava che sul Colle si sedesse un «uomo nuovo, fuori dagli schieramenti politici». Ci si aspettava che, a quell’uomo, avrebbe dato, prima o poi, un nome, acclamato a furor di popolo del web. E invece, l’ex comico questa volta ha volato basso, e si è accontentato di una «versione ridotta» delle Quirinarie 2013. Versione che, a soli 3 giorni dall’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, si sta rivelando semplicemente fallimentare.