21 ottobre 2019
Aggiornato 17:30
L’ex viceministro potenziale carta segreta per il Colle

Sarà Marta Dassù la donna che correggerà l’anomalia denunciata da Renzi?

Nei libri gialli gli autori sono soliti disseminare le pagine di indizi apparentemente insignificanti che però alla fine si ricompongono, come i tasselli di un mosaico, per svelare una soluzione del tutto inaspettata.

ROMA - Nei libri gialli gli autori sono soliti disseminare le pagine di indizi apparentemente insignificanti che però alla fine si ricompongono, come i tasselli di un mosaico, per svelare una soluzione del tutto inaspettata. Lo schema classico del giallo prevede inoltre che i riflettori nel corso della narrazione si accendano su presunti colpevoli che hanno solo il compito di depistare il lettore, e rendere più esplosiva la sorpresa finale.

Non sappiamo se Matteo Renzi sia un lettore assiduo di romanzi gialli, ma certamente per come ha apparecchiato l’attesa per l’ elezione del Presidente della Repubblica, sembra avere assorbito tulle le regole richieste per realizzare un thrilling  di successo.

Il commento che spiega in una sola battuta la regia messa in campo da Renzi l’ha regalato ai giornalisti Matteo Salvini. Uscito dal colloquio con Renzi, il leader della Lega Nord ha allargato le braccia e se ne uscito con questa sintesi: «Questo ci sta preparando una genialata».

Ora giudicate voi se l’eventuale candidatura di Amato, Prodi, Fassino, Veltroni, Mattarella ecc. possa essere la «genialata» di cui ha parlato Salvini,  dove per «genialata» si intenda «colpo di testa che nessuno si aspetta». I nomi di cui sopra (gli Amato, i Prodi e compagnia) tutt’al più corrispondono come gocce d’acqua ai finti colpevoli che nelle intenzioni dei giallisti devono unicamente depistare il lettore.

Che questo sia lo stato dell’ arte nelle intenzioni di Matteo Renzi ne sono perfettamente convinti i bookmaker inglesi che hanno sospeso momentaneamente le scommesse sul prossimo inquilino del Colle, in attesa di aggiornare le quotazioni nelle prossime ore: un segnale che indica quasi sicuramente la certezza che ci saranno delle new entry e un cambio al vertice della classifica dei nomi finora più gettonati, e cioè gli Amato, i Prodi e via dicendo.

Ma quale potrebbe essere la «genialata» di Renzi? Per indovinarlo abbiamo solo una possibilità, inseguire quelli che potrebbero rivelarsi nei prossimi giorni gli indizi disseminati dal premier nel tragitto che va da Palazzo Chigi al Quirinale.

Primo indizio: Matteo Renzi ha pubblicamente dichiarato nei giorni scorsi che «è anomalo che in Italia il Presidente della Repubblica non sia mai stato una donna». Ora apparirebbe perlomeno singolare che l’uomo che si è riservato il ruolo di servire le carte per il Quirinale perpetrasse una «anomalia» che lui stesso ha denunciato.

Secondo indizio: In questi giorni il premier ha insediato a Palazzo Chigi un gruppo strategico per supportare la Presidenza negli affari, nelle politiche e nei rapporti con L’Europa.

Terzo Indizio: di questo gruppo strategico fa parte una donna, Marta Dassu’

Quarto indizio: Marta Dassù è stata viceministro degli esteri con Emma Bonino ministro e vanta una grande e riconosciuta esperienza internazionale.

Quinto indizio: Marta Dassù è stata anche consigliere di Massimo D’Alema quando era Presidente del Consiglio. Ci vuole poco a dedurre che la Dessù potrebbe avere il via libera dal versante dei dissidenti che fanno capo a D’Alema. E non è poco.

Sesto indizio: Marta Dessù è una delle esperti di affari internazionali che maggiormente si sono impegnati nel portare avanti il negoziato che dovrebbe concludersi con accordo di libero scambio fra Unione Europea e Stati Uniti in grado di cambiare gli equilibri commerciali globali. Un merito, questo impegno della Dessù per la realizzazione del «Ttip», che potrebbe valerle la benevolenza e la fiducia degli Stati Uniti. E non è poco.

Settimo indizio: Marta Dessù è stata direttore generale dell’Aspen, un crocevia internazionale di politici, economisti, intellettuali che ha raccolto e raccoglie buona parte dei detentori  del potere che conta. Insomma vanta una familiarità e una consuetudine con i circuiti non solo giusti, ma anche trasversali, E non è poco.

Ottavo indizio: Marta Dessù, è ben nota a livello internazionale, ma poco conosciuta dall’opinione pubblica. Quindi non facile da etichettare. Quindi un bersaglio non facile da impallinare. Senza contare che la metà della luna, il mondo femminile, compreso quello politico, difficilmente potrebbe schierarsi contro una donna.

Deduzione finale: se Renzi fosse un giallista la «genialata» sarebbe già a sua disposizione in un piatto d’argento e si chiamerebbe Marta Dassù.