17 settembre 2019
Aggiornato 02:00

PD, un incubo chiamato primarie

Primarie in stile Nazareno, quelle che si sono svolte in Liguria questa mattina. O, almeno, questa è l'accusa di Sergio Cofferati, candidato sconfitto dalla rivale dem Raffaella Paita, in corsa per la stessa poltrona di governatore della Regione. Si è trattato di uno scontro impari, che ha lasciato un odore stantio di sbrogli e irregolarità.

ROMA - Primarie in stile Nazareno, quelle che si sono svolte in Liguria questa mattina. O, almeno, questa è l'accusa di Sergio Cofferati, candidato sconfitto dalla rivale dem Raffaella Paita, in corsa per la stessa poltrona di governatore della Regione. Si è trattato di uno scontro impari, ma dal risultato nient'affatto scontato fino a qualche ora fa, e che ora ha lasciato un odore stantio di sbrogli e irregolarità.

PER IL PD PRIMARIE IN STILE NAZARENO - Si è trattato di una giornata ad alta tensione, quella che ha visto l'elezione del nuovo candidato presidente della regione Liguria per il Pd: Raffaella Paita, assessore regionale alle Infrastrutture e Protezione Civile, ha battuto i concorrenti dem Sergio Cofferati e Massimiliano Tovo. La vittoria della Paita è stata schiacciante e ha lasciato i rivali con l'amaro in bocca: il Pd governa la regione quasi senza interruzioni dal secondo dopoguerra, perciò vincere le primarie - in pratica - significa davvero essere molto vicini a sedersi sulla poltrona di governatore. L'amaro di Cofferati, però, si è trasformato in veleno quando si è trovato di fronte a un'elezione che sembra rappresentare non solo la continuità col governatore uscente Burlando, ma anche la reincarnazione del patto del Nazareno a livello locale, delineando i contorni di un'alleanza trasversale tra centro-destra e centro-sinistra.

LA RABBIA DI COFFERATI - «Quello che temevamo si sta verificando in misura ancora più consistente di ciò che avevo già segnalato come un pericolo. Prendiamo nota di tutto e segnaleremo alla Commissione di Garanzia e alla segreteria del partito. E' inimmaginabile quanto accaduto in Liguria», ha dichiarato a caldo Sergio Cofferati, commentando il risultato elettorale. Ma la risposta della Paita è arrivata secca e pragmatica: «La comunità marocchina nel seggio di Migliarina mi risulta, almeno da quanto si dice, che abbia votato Cofferati, e su imput della Cgil. Non se se sia vero, ma in ogni caso non ci vedo niente di male. Io sono per l’integrazione, trovo normale che anche comunità di stranieri partecipino alle nostre votazioni. Mi stupisco che un uomo che si dice di sinistra, come Cofferati, sia di parere contrario» , ed ha aggiunto l'invito a lavorare insieme per realizzare una buona proposta in vista delle nuove elezioni.

TROPPI STRANIERI ALLE URNE - Di certo, i risultati di stamane hanno infatti lasciato molti a bocca aperta. A cominciare dall'affluenza – straordinaria – alle urne: oltre 55.000 elettori hanno partecipato alla votazione, quando si temeva che nessuno si recasse a votare. Un tale redivivo entusiasmo per le primarie sarebbe stato probabilmente un buon segno per la salute cagionevole della politica italiana, se non fosse che la maggior parte dei votanti era non solo straniera (di origine cinese e marocchina per lo più), ma che alcuni hanno definito la coda davanti alle cabine elettorali una vera e propria «carnevalata» (giurando di aver visto molti degli aventi diritto al voto chiedere senza pudore dove poter ritirare il compenso dovuto per aver esercitato il loro dovere alle urne). I voti della destra e quelli di intere etnie sembrano essere stati l'asso nascosto nella manica di Raffaella Paita.

INCOGNITE SUL MAXI RISULTATO DI ALBENGA, MA LA PAITA PROMETTE ANNI ROCK - Solo le indagini delle prossime ore chiariranno l'accaduto alle urne, ma di certo a lasciarci perplessi fin da ora è quantomeno il risultato di Albenga: su 1500 elettori, ben 1300 hanno votato per Raffaella Paita. E c'è chi ritiene abbiano fatto la differenza i voti del centrodestra e quelli dei cittadini stranieri. Intanto la vincitrice si dice serena e rilascia dichiarazioni entusiaste e rassicuranti: «Ho vinto in 3 Province su 4 con uno scarto enorme – ha detto Raffaella Paita – adesso lavorerò per l’unità del Pd e per affrontare al meglio la sfida delle regionali, saranno anni rock». Di sicuro, se dovesse vincere anche la prossima battaglia elettorale, sarà il primo governatore donna della Liguria (ma non la prima a essere stata eletta con qualche broglio elettorale).