16 ottobre 2019
Aggiornato 09:00
Per la Fondazione di Realacci siamo ancora primi nel mondo in dieci settori

Per Symbola l'Italia è ancora: «Belpaese»

Dieci selfie per combattere la crisi. E' la sfida lanciata da Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera, e dalla sua Fondazione, Symbola. Dieci scatti per raccontare un'Italia diversa: l'Italia delle eccellenze, dei talenti, dei successi. Ecco, finalmente, il nostro Belpaese.

ROMA - Dieci selfie per combattere la crisi. E' la sfida lanciata da Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera, e dalla sua Fondazione, Symbola. Dieci scatti per raccontare un'Italia diversa: l'Italia delle eccellenze, dei talenti, dei successi. Per rispondere, con dati e fatti concreti, a chi parla di declino, decadenza e fallimento; per contrastare la visione pessimista che tarpa le ali al nostro sviluppo economico, e smascherare i falsi luoghi comuni che feriscono l'orgoglio di essere italiani e distolgono l'attenzione dai problemi reali del Belpaese. Perché, a ben guardare, non abbiamo nulla da invidiare altrove, anzi.

L'ITALIA DEVE FARE L'ITALIA - «Per affrontare la tempesta perfetta di questa crisi, l’Italia deve accettare le sfide di un mondo che cambia senza perdere la propria anima. E, come sta già facendo in molti campi, anche senza politiche e riconoscimenti, incrociare innovazione e conoscenza con qualità, bellezza e green economy. Insomma l’Italia deve fare l’Italia», scrive Ermete Realacci per introdurre il dossier pubblicato dalla sua Fondazione. Ed eccoli, i 10 selfie di Symbola: una bella fotografia dell'Italia, dalla quale ripartire con le giuste consapevolezze per vincere la crisi:

I SELFI DELLA RIBALTA - 1. Siamo uno dei soli cinque paesi al mondo che vanta un surplus manifatturiero sopra i 100 miliardi di dollari (insieme alla Cina, alla Germania, al Giappone e alla Corea del Sud); 2. Le imprese italiane sono tra le più competitive al mondo: su un totale di 5.117 prodotti, nel 2012 l’Italia si è piazzata prima; 3. Considerando il debito aggregato (Stato, famiglie, imprese) l’Italia è uno dei paesi meno indebitati al mondo: quello italiano pesa «solo» il 261% del Pil. Quello del Giappone il 412%, quello della Spagna il 305%, quello britannico il 284% e quello americano per il 264%; 4. I prodotti agroalimentari italiani dominano sui mercati mondiali: ben 23 non hanno rivali sui mercati. 5. L’Italia è il secondo paese più competitivo al mondo nel machinery: l’industria italiana della meccanica è seconda solo a quella tedesca. 6. La green economy è il turbo delle imprese italiane: i green jobs sono i protagonisti dell’innovazione e rappresentano il 70% di tutte le assunzioni destinate alle attività di ricerca e sviluppo nelle nostre aziende; 7. L’Italia è leader in Europa per eco-efficienza del sistema produttivo: nessuno lo sa, ma siamo i campioni europei nell’industria del riciclo! A fronte di 163 milioni di tonnellate di rifiuti, nel nostro Paese ne sono stati recuperati 24,1 milioni: il valore assoluto più elevato tra tutti i paesi europei; 8. Con la cultura l’Italia mangia: da noi rappresenta il 15,3% del valore aggiunto nazionale; 9. L’Italia è, nell’eurozona, la meta preferita dei turisti extraeuropei. Siamo il viaggio più desiderato di cinesi, brasiliani, giapponesi, coreani, australiani e americani; 10. Da noi, la ricetta vincente è quella della coesione: le imprese ‘coesive’ - quelle più legate alle comunità, ai lavoratori, al territorio, e che investono nella sostenibilità e nella qualità – sono le più competitive. Nel 2013 proprio queste imprese hanno aumentato il loro fatturato del 39% rispetto al 2012.

I TALENTI DEL BELPAESE POSSONO VINCERE LA CRISI - «Questi dieci selfie indicano chiaramente la strada da seguire per tornare a crescere», scrive Ermete Realacci nella sua introduzione al dossier di Symbola. Come insegna Sun Tzu nel più importante trattato di strategia militare di tutti i tempi: «E’ proprio nelle occasioni in cui c'è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte: è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.» Allora guardiamola negli occhi questa bella Italia, senza paura. Guardiamola negli occhi per «superare la durissima crisi che stiamo vivendo, fronteggiando mali antichi: non solo il debito pubblico, ma la diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza, la mancanza di lavoro, il peso delle mafie e di una corruzione mai contrastata adeguatamente, una burocrazia spesso soffocante, il Sud che perde contatto. Non possiamo farcela senza un’idea di futuro, se non partiamo da quelli che sono i nostri punti di forza, se non mobilitiamo i talenti e le energie migliori. E per farlo dobbiamo guardare il Paese, senza rimanere prigionieri di pigrizie e preconcetti di importazione», conclude Realacci. E il messaggio è chiaro: l'Italia può vincere la crisi. Basta che si ricordi di fare l'Italia.