20 ottobre 2019
Aggiornato 02:30
Dopo la lettera dell'UE

Sacconi (Ncd): non faremo fatica a soddisfare Bruxelles

«La lettera della Commissione europea al governo italiano contiene richieste più che normali e agevoli da soddisfare», dichiara in una nota Maurizio Sacconi, capogruppo al Senato del Nuovo Centrodestra. «L'Italia sta realizzando uno sforzo eccezionale in termini di riforme, che Bruxelles ha già dato a intendere di apprezzare».

STRASBURGO - «Ci sono consultazioni in corso con vari paesi, che possono prendere varie forme e non pregiudicano l'esito del processo", per quanto riguarda la valutazione delle manovre di bilancio che gli Stati membri hanno presentato alla Commissione europea. Lo ha confermato, questo pomeriggio da Bruxelles, il portavoce del commissario uscente agli Affari economici e monetari, Jirky Katainen. Ridimensionando le indiscrezioni di stampa secondo cui sarebbero partite cinque lettere della Commissione per altrettanti governi sulle loro manovre di bilancio, il portavoce, Simon O'Connor ha precisato che «comunque, anche se ci sono lettere che partono non vuol dire che c'è un parere negativo... Possono essere richieste di dettagli tecnici, complementari alle consultazioni, o semplici richieste di chiarimenti sulle analisi di certi aspetti, non c'è niente di drammatico", ha concluso.

SACCONI (NCD): L'UE NON CI STA BOCCIANDO - «La lettera della Commissione europea al governo italiano contiene richieste più che normali e agevoli da soddisfare». Lo dichiara in una nota Maurizio Sacconi, capogruppo al Senato del Nuovo Centrodestra. «La modulazione dei tempi relativi al Patto di stabilità - prosegue - è ampiamente giustificata dall'andamento recessivo dell'economia e dalla conseguente necessità di conciliare il rispetto dei conti con la crescita quale fondamentale fonte di sostenibilità del debito e del disavanzo stesso. L'Italia sta realizzando uno sforzo eccezionale in termini di riforme strutturali e di riduzione del peso dello Stato nell'economia. Bruxelles, che ha già apprezzato le riforme, avrà tutti gli elementi per comprendere la verosimiglianza e la credibilità di un percorso che solo può consentirci di uscire dalla trappola della recessione e della deflazione».

JUNCKER: IO E BARROSO SIAMO UNA SOLA VOCE - Intanto, Jean-Claude Juncker chiarisce che le sue posizioni confermano quelle di José Manuel Barroso. Non ci sono posizioni differenti fra la Commissione uscente e quella entrante per quanto riguarda la valutazione dei piani di bilancio inviati a Bruxelles dagli Stati membri. Lo ha affermato lo stesso Juncker oggi a Strasburgo, rispondendo a una domanda durante la sua conferenza stampa, subito dopo l'approvazione della nuova Commissione da parte del Parlamento europeo. «Barroso e io siamo d'accordo di non dare alcuna chance a chi vuole constatare a tutti i costi differenze di apprezzamento fra noi», ha detto il presidente della prossima Commissione. In questo campo, ha detto ancora Juncker, «quel che dice Barroso ha il mio accordo. Lui mi consulta e ha cercato l'accordo con me prima di decidere, è ciò che è stato fatto. La Commissione è la Commissione, lavoriamo insieme sulle questioni di bilancio, non ci sono due Commissioni, parliamo con una sola e stessa voce», ha concluso.