24 settembre 2021
Aggiornato 06:00
Il gioco delle alleanze

Brunetta: prove da ribaltone

Renato Brunetta, Fi e Ncd si dicono pronti a sostenere l'esecutivo e ad offrire la loro fiducia alla delega del governo per l'articolo 18, ma rivedicano nei confronti del Capo dello Stato un ruolo determinante nei confronti di Matteo Renzi.

ROMA - «Dobbiamo rinnovarci, metterci al passo con i tempi e con le sfide della competizione mondiale - ha detto Napolitano - e specialmente in Italia dobbiamo rinnovare decisamente le nostre istituzioni, le nostre strutture sociali, i nostri comportamenti collettivi: in questo Paese che amiamo, non possiamo più restare prigionieri di conservatorismi, corporativismi e ingiustizie. Insomma», ha continuato Napolitano, «il nostro Paese deve rinnovarsi e questo rinnovamento deve attraversare le istituzioni e i nostri comportamenti». L'appello del Capo dello Stato sembra lasciar intendere che non ci sarà un altro governo tecnico, nel caso il paese incappasse nuovamente nelle elezioni anticipate; ma piuttosto un nuovo esecutivo eletto rigorosamente dalle urne. Nel frattempo, rie-emergono vecchie e nuove alleanze, e all'orizzonte si profilano tentativi di rimpasto e ribaltoni.  Quello di Brunetta in primis.

BRUNETTA (FI): SIAMO DETERMINANTI PER IL GOVERNO - «Quando sento Renzi sostenere quelle cose lì, io dico: bene, ci sto, proviamoci, è anche la nostra riforma del lavoro. Pronti a votarla, perfino con la fiducia. Ma attenzione: senza compromessi, senza azzardo morale. Dopo lo scenario cambia però, al Quirinale dovranno prenderne atto». E' quanto afferma e rivendica il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, in un'intervista al quotidiano la Repubblica. Alla domanda se quindi il suo partito voglia entrare in maggioranza, Brunetta risponde: «Per niente. Quella sarebbe una conseguenza naturale, obbligata, un dato di fatto, se saremo determinanti». Sull'esito dell'esame parlamentare del Jobs Act Brunetta sostiene: «Da vecchio socialista ho ancora ben chiaro cosa accadde nell'84. La battaglia si concluse col referendum e la sconfitta di quella sinistra. L'auspicio è che accada la stessa cosa».

REPETTI (FI): NUOVE ALLEANZE IN VISTA - «La posizione che assumeremo sulle riforme proposte da Renzi, a partire da quella sul lavoro, che non potrà non essere coerente con la nostra storia e i nostri programmi liberali, potrà aprire anche un nuovo capitolo con il Nuovo centrodestra di Alfano e con altre forze politiche moderate e riformatrici», dichiara in una nota la senatrice di Forza Italia Manuela Repetti. «In questo modo Forza Italia avrà la possibilità di svolgere un ruolo determinante per favorire gli interessi nazionali e avviare una politica di alleanze credibile", conclude la parlamentare.

QUAGLIARIELLO (NCD): EDIFICHEREMO UN'ALTRA STORIA - Il coordinatore Ncd torna  sul percorso della Costituente popolare, spiegando che fra il modello della «nascita di Alleanza nazionale che è durata molto e vide il Msi mettersi insieme a una cosa nata nel Paese, i circoli di Alleanza nazionale, arrivando poi a Fiuggi, dopo un anno», e quello della «fusione a freddo del Pdl, oltretutto sotto elezioni», sceglierebbe «il primo». Quagliariello pensa a una costituente «aperta a tanti movimenti, alcuni nazionali e almeno una ventina, locali, con una dimensione civica molto forte, che si sono costituiti come tali perché non c'è ancora una comunità politica a livello nazionale». Quanto infine a Forza Italia, il coordinatore Ncd dice: «Quelli di noi che speravano in una evoluzione agevolata dallo stesso Berlusconi, verso una comunità politica aperta e scalabile, sono stati sconfitti. Anche da qui la necessità di edificare un'altra storia: non una storia 'contro', ma una storia 'altra'.»

RENZI-THATCHER CONTRO LA CAMUSSO - «Sulle riforme istituzionali - spiega ancora Quagliariello - possiamo rivendicare molti meriti. Parlo poi della responsabilità dei magistrati, delle intercettazioni, della giustizia civile; della vertenza sicurezza dove viene riconosciuta alla forze dell'ordine la specificità senza che nessuno si scusi. Parlo del lavoro, dove si mettono le premesse per il superamento dell'articolo 18 e di fatto, e non lo dico io, si pone un referendum fra Thatcher e Susanna Camusso. Ecco, qualcuno crede che tutto ciò sarebbe stato possibile senza il Ncd al governo?».