10 luglio 2020
Aggiornato 02:00
INDIA

Stampa indiana: i due marò rischiano la pena capitale

RP | RP | L'Agenzia nazionale d'investigazione indiana (Nia) avrebbe chiesto che i due militari siano giudicati sulla base di una norma approvata nel 2002 che prevede anche una condanna a morte. De Mistura: «Un'illazione dei media locali, che si basa su rumors. Reagiremo a fatti concreti»

http://www.youtube.com/watch?v=mUGh_F1AoTA

NEW DELHI - L'Agenzia nazionale d'investigazione indiana (Nia), incaricata dell'indagine sull'uccisione di due pescatori del Kerala nell'incidente che vede coinvolti i due fucilieri italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, avrebbe chiesto nel suo rapporto che i due marò siano giudicati sulla base di una norma approvata nel 2002 che prevede anche una condanna alla pena capitale.

IL RAPPORTO NIA - La Nia, secondo quanto riferito dal Hinduistan Times, avrebbe inviato lunedì sera il suo rapporto al ministero degli Affari esteri e al dicastero dell'Interno a Nuova Delhi. Il capo della diplomazia indiana Salman Khurshid, nei mesi scorsi, aveva assicurato che Latorre e Girone, in caso di comprovata responsabilità, non sarebbero stati condannati alla pena di morte.

DE MISTURA, INCONCEPIBILE - La questione dell'eventuale condanna alla pena capitale «l'abbiamo risolta tempo fa con una dichiarazione chiara delle autorità indiane» è una questione «inconcepibile, che non va neppure presa in considerazione», ha detto a TmNews l'inviato speciale del governo, Staffan de Mistura.

«Quando ci sarà la presentazione del rapporto della Nia con le loro conclusioni, il governo italiano potrà far valere gli argomenti in favore dei fucilieri, siamo pronti con mosse e contromosse», ha assicurato De Mistura.

ILLAZIONE DELLA STAMPA - Al momento, ha spiegato il diplomatico, si tratta solo di «un'illazione della stampa indiana, che si basa su rumors della Nia. Reagiremo a fatti concreti. In passato abbiamo scoperto quante volte le illazioni non sono state poi confermate dai fatti».

ASPETTIAMO GIUDICE - «Quando ci sarà a presentazione del rapporto della Nia con le loro conclusioni, che non fanno testo perché si tratta solo di un rapporto, allora avremo idea di qual'è la posizione della Nia», ha aggiunto l'inviato del governo, sottolineando che all'Italia «preme conoscere soprattutto la posizione del giudice».