13 novembre 2019
Aggiornato 14:00
Ricerche online

L'Europa boccia Google

Le proposte di Mountain View «non eliminano le nostre preoccupazioni sulla concorrenza, e in particolare il modo con cui Google elenca verticalmente i risultati su prodotti, ristoranti eccettera», ha affermato il commissario Joaquin Almunia durante una intervista ad una radio spagnola

BRUXELLES - La Commissione europea ha rigettato come «inaccettabili» le nuove proposte di soluzione bonaria avanzate da Google, in merito ai vari rilievi dell'Antitrust sulle ricerche internet. Le proposte di Mountain View «non eliminano le nostre preoccupazioni sulla concorrenza, e in particolare il modo con cui Google elenca verticalmente i risultati su prodotti, ristoranti eccettera», ha affermato il commissario Joaquin Almunia durante una intervista ad una radio spagnola.

RESTA POCO TEMPO - Si tratta della seconda volte che la Commissione respinge le proposte di soluzione avanzate dalla società. «Resta poco tempo e la palla è ancora nel campo di Google», ha aggiunto, segnalando così che Bruxelles si attende nuove mosse dal gigante internet. «Ma tra poco giungerà il momento in cui bisognerà prendere decisioni».
Il tutto dopo che le trattative tra la società e la commissione europea sono già durate più di quanto avvenga di consueto, ben 18 mesi e coinvolgendo oltre allo stesso Almunia anche l'amministratore delegato di Google Eric Schmidt.

VIOLAZIONI IN SPAGNA - Intanto l'Agenzia spagnola per la protezione dei dati (AEPD) ha contestato a Google tre «gravi infrazioni» alla legge sulla privacy. Per ogni infrazione la multa è di 300 mila euro. L'Agenzia considera che Google «violi gravemente» il diritto alla riservatezza dei dati riconosciuto a tutti i cittadini dall'articolo 18 della Costituzione spagnola. Il procedimento che ha portato all'attuate provvedimento era stato avviato nel giugno scorso contro il colosso statunitense. Si contestano la politica sulla privacy; la mancanza di informazioni chiare; l'assenza di scopi specifici nei vari servizi; il trattamento sproporzionato dei dati dell'utente e la conservazione degli stessi oltre i tempi normali.