11 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
Offensiva contro il colosso di Mountain View

Google nel «centro del mirino»

Le accuse della Commissione europea a Big G di abuso di posizione dominante con il rischio di una multa fino a 6 miliardi di euro sono una delle tante bocche di fuoco che tentano di abbattere il leader mondiale dei motori di ricerca.

BRUXELLES (askanews) - Il titolo del film «nel centro del mirino» con Clint Eastwood potrebbe essere usato anche per Google. Le accuse della Commissione europea a Big G di abuso di posizione dominante con il rischio di una multa fino a 6 miliardi di euro sono una delle tante bocche di fuoco che tentano di abbattere il leader mondiale dei motori di ricerca.

Preoccupano le offensive politiche. Ma nella scala delle offensive che l'azienda di Mountain View deve affrontare, il procedimento della Commissione di Bruxelles non è ai primi posti. Basta vedere Microsoft e Intel. L'azienda creata da Bill Gates negli ultimi 10 anni ha collezionato una serie di sanzioni che sfiorano i due miliardi di euro. Il produttore di microchip l'anno scorso si è beccato una multa da 1,06 miliardi che ne fanno il recordmen nella storia dell'antitrust europeo. Per colossi che capitalizzano decine di miliardi di dollari non sono le multe a far togliere il sonno.
A Google invece sono preoccupati dalle offensive politiche che si stanno accumulando all'interno del vecchio continente, alimentate anche da diretti concorrenti come Yahoo e la stessa Microsoft.

La Francia è intenzionata a colpire duramente Google. Il 6 maggio prossimo andrà al voto all'assemblea del Senato il disegno di legge sulla competitività firmato dal socialista Macron , sul quale in commissione sono stati presentati quasi 1.700 emendamenti. E tra questi ne è stato approvato uno molto pericoloso per Google. Infatti prevede che Big G dovrebbe svelare all'autorità di controllo e regolazione sulle comunicazioni il prezioso l'algoritmo.

Il clima nei confronti di Google è apertamente ostile anche all'Europarlamento. A fine 2014 la plenaria del Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza con 384 favorevoli e 174 contrari una risoluzione presentata da popolari e socialisti che impegna politicmente la Commissione europea a vigilare sulla posizione dominante di Google in Europa. La risoluzione non è vincolante ma ha un chiaro peso politico come dimostra la formalizzazione delle accuse fatta oggi da Bruxelles. Il testo approvato infatti punta allo spezzatino di Google, separare le attività dei servizi commerciali da quelle di ricerca.
L'Europarlamento teme che il famoso algoritmo favorisca i servizi commerciali della stessa Google. Le accuse formulate oggi dalla Commissione europea in sostanza ricalcano le indicazioni dell'Europarlamento. E' quasi un paradosso ma la guerra dei colossi dal nome Google, Yahoo, Microsoft e Apple si combatte sul mercato del vecchio continente.