26 giugno 2019
Aggiornato 08:30
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Putin da Macron, il primo vertice tra l'eredità di Hollande e prove di dialogo

Il neo presidente francese ha accolto in grande stile il presidente russo Vladimir Putin, ricevuto per il loro primo incontro nel castello di Versailles. Sul tavolo, Siria e Ucraina

VERSAILLES - Il neo presidente francese ha accolto in grande stile il presidente russo Vladimir Putin, ricevuto per il loro primo incontro nel castello di Versailles. Fra i due sorrisi e una prolungata stretta di mano. Tante le questioni internazionali sul tavolo da affrontare, a partire dalla Siria e dall'Ucraina. E non è semplicemente la prima visita di Vladimir Putin nell'era Macron e il «primo incontro» con il neoeletto capo di stato francese. Il viaggio di oggi, per il presidente russo coincide con il 300esimo anniversario della prima visita della monarchia russa in Francia, celebrata anche con una mostra con pezzi unici a Versailles, aperta al pubblico dal 30 maggio al 24 settembre, nell'esposizione «Pietro il Grande. Lo zar in Francia. 1717». E non poteva esserci cornice più eloquente per l'arrivo di Putin a Parigi.

Secondo quanto si apprende dall'ufficio stampa del Cremlino, in programma «nell'incontro al vertice» c'è anche «uno scambio di vedute sulle principali questioni internazionali, tra le quali - crisi ucraina e siriana, lotta contro il terrorismo internazionale, anche nel continente africano». Il tutto proprio dopo che sulla Trocadero Esplanade, vicino alla Torre Eiffel, dimostranti con bandiere ucraine e romene hanno manifestato ieri contro la venuta di Putin. Macron, entrato in carica il 14 maggio, ha già avuto una conversazione telefonica il 18 maggio con Putin. E oggi lo scambio di opinioni verterà anche «su questioni di attualità della relazioni russo-francesi, sia sul piano economico-commerciale che culturale-umanitario. Nonchè politico».

Rapporti da costruire
Rapporti, quelli con Macron tutti da costruire, dopo che il Cremlino si era sbilanciato abbastanza a favore della sua contendente nelle presidenziali francesi, Marine Le Pen, accogliendola a Mosca a marzo. Con il suo predecessore Francois Hollande, invece, i rapporti erano particolarmente freddi, soprattutto a seguito della posizione intransigente espressa dall'ex capo dell'Eliseo sul ruolo della Russia in Siria e sul destino di Assad. Ma sul piatto oltre ai rapporti politici, ci sono anche interessi economici non indifferenti. 

Interessi economici
Nel 2016, gli scambi commerciali russo-francesi, nonostante le sanzioni dell'Ovest contro la Russia, sono aumentati del 14,1% rispetto al 2015 con 13,3 miliardi di dollari. E una «dinamica positiva» si osserva anche nel 2017. «Nel primo trimestre dell'anno in corso il volume della cooperazione commerciale è cresciuto rispetto allo stesso periodo 2016 del 23,7% con 3,3 miliardi», annota l'ufficio stampa del Cremlino. «Nessuna delle circa 500 società francesi presenti in Russia ha lasciato, nessun progetto importante è stato ridotto» si aggiunge. Gli investimenti francesi accumulati in Russia l'anno scorso sono aumentati «leggermente» (12,8 miliardi di dollari mentre alla fine del 2015 erano 10 miliardi, la Francia attualmente occupa il sesto posto in questo senso). Il 14 marzo, a Parigi si è tenuta una riunione ordinaria del Consiglio Russo-Francese sui diritti economici, finanziari, industriali e del commercio, ossia il CEFIC, che in passato era stato copriesieduto proprio da Macron stesso, in qualità di ministro. E dal Cremlino viene definito «esempio di una partnership di successo» in epoca di «sanzioni» il lavoro del fondo di investimento russo-francese, all'interno della quale nel 2016 Mosca e la Cassa dei depositi francese, un istituto finanziario pubblico francese creato nel 1816 (e affine alla Cassa Depositi e Prestiti italiana), hanno firmato un accordo di cooperazione su progetti per investimenti complessivi da 300 milioni di euro. Tra gli altri si segnala il fruttuoso lavoro delle compagnie francesi con le russe Gazprom e Rosatom.