10 dicembre 2018
Aggiornato 03:30

Skripal, laboratorio inglese: nessuna prova che il gas nervino venga dalla Russia

Le misure diplomatiche sono già state prese, ma ora, dal laboratorio che ha effettuato le analisi, si ammette una sostanziale assenza di prove
Il presidente russo Vladimir Putin.
Il presidente russo Vladimir Putin. (EPA / YURI KADOBNOV / POOL)

LONDRA - Le misure sono già state prese: gli Stati Uniti hanno espulso 60 diplomatici russi, e anche diversi Paesi dell'Unione europea - in primis ovviamente il Regno Unito - hanno reagito compattamente all'avvelenamento dell'ex spia russa a Salisbury. In tutto, per l'avvelenamento dell'ex spia russa Sergei Skripal e sua figlia Yuliaa Salisbury, nel Regno Unito, sono stati espulsi almeno 150 diplomatici russi. Eppure, il capo del laboratorio militare britannico di Porton Down ha dichiarato di non essere stato in grado di accertare se il gas nervino utilizzato per avvelenare l'ex spia provenisse dalla Russia. «Siamo stati in grado di stabilire che si trattava del Novichok, di accertare che era un agente nervino di tipo militare», ha spiegato il capo del laboratorio, Gary Aitkenhead. Ma «non abbiamo identificato l'esatta fonte», ha aggiunto, precisando che il governo britannico ha utilizzato «un certo numero di altre fonti per giungere alle sue conclusioni». Londra ha indicato la Russia come responsabile dell'attacco. 

Niente indagini...
Mosca ha sempre ritenuto le accuse prive di fondamento, e ha sempre lamentato l'assenza di una vera e propria indagine - anche da parte dell'Fbi - per appurare le responsabilità. Come richiesto da Mosca, domani si riunirà all'Aja l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac). Al centro dell'incontro, proprio la vicenda di Skripal.  A livello diplomatico, la Russia ha risposto alle azioni dell'Occidente in egual misura, portando le relazioni con Washington al loro punto più basso dall’annessione della Crimea nel 2014.