Esteri | Brexit

Macron e la Brexit: «Far decidere ai cittadini? È stato un errore»

In un'intervista alla Bbc, il Presidente francese ha definito un errore la decisione di dare la parola ai cittadini britannici sulla Brexit

Il presidente francese Emmanuel Macron.
Il presidente francese Emmanuel Macron. (EPA / IAN LANGSDON)

DAVOS - «La Francia è tornata nel cuore dell'Europa». È un Emmanuel Macron orgoglioso, quello che in questi giorni si aggira per il Forum Economico di Davos. Il Presidente francese ha chiesto «un nuovo contatto mondiale» di fronte ad una globalizzazione «che trascina il mondo verso il basso», senza il quale «in dieci o quindici anni gli estremisti trionferanno in tutti i Paesi». Macron ha anche esortato le multinazionali a «rinunciare all'ottimizzazione fiscale ad ogni costo" e ai governi di adottare "delle strategie fiscali coordinate a livello internazionale», specie nei confronti dei giganti del digitale «che non pagano le tasse».Un'esortazione da inquadrare nella «polemica a distanza» tra Donald Trump, che di recente ha imposto dazi su lavatrici e pannelli solari cinesi, e Angela Merkel, che ha ribadito che il protezionismo non è una risposta ai problemi aperti dalla globalizzazione.

Quella «gaffe» sulla Brexit
Macron è però stato anche protagonista di un siparietto sulla Brexit, rispetto alla quale il Presidente francese si è lasciato sfuggire commenti non proprio politicamente corretti. In un’intervista alla Bbc, infatti, il leader francese ha esposto tutti i suoi dubbi sulla decisione dell'allora esecutivo Cameron di indire un referendum sull'adesione all'Ue. «Credo sia un errore chiedere semplicemente sì o no, quando non chiedi alla gente come migliorare la situazione e spieghi come farlo», ha affermato il presidente francese. «È sempre rischioso quando in un referendum si chiede sì o no su materie molto complicate». Ecco perchè lui, ha affermato, non ripeterà quell'«errore». «Probabilmente, in un contesto simile», ha detto Macron, anche i cittadini francesi avrebbero votato per l’uscita dall’Unione europea. A suo avviso, quindi, «è meglio non fare scommesse».

Londra vs. Parigi, due approcci diversi
Parole che giungono dopo il vertice con Theresa May, in cui i due leader hanno siglato degli accordi riguardo alla questione migratoria e alla lotta al terrorismo. Accordo in cui le parti in causa, anche simbolicamente, non potrebbero essere più diverse. Emmanuel Macron ha infatti rappresentato fin da subito il paladino dell'europeismo in opposizione all'anti-europea Marine Le Pen; Theresa May, invece, è oggi garante, di fronte agli inglesi, che la loro volontà espressa in occasione del referendum sulla Brexit sarà rispettata e perseguita dalla politica. E nonostante le pressioni interne e internazionali e la fragilità del governo dopo le elezioni, May sembra comunque intenzionata a proseguire nel suo programma sulla Brexit, anche a costo di andare incontro al destino di una «hard-Brexit», che aprirebbe scenari ancora oscuri.