31 maggio 2020
Aggiornato 05:00
Comincia l'era Trump

Trump contro l'UE e pro Putin: «La Brexit è una gran cosa e con Putin farò un patto sul nucleare»

Il presidente eletto ha rilasciato un'intervista a tutto campo al quotidiano britannico Times e ha parlato di svariati argomenti: dalla Brexit al ruolo della Germania nell'Ue, dal futuro patto con la Russia per le armi nucleari alla guerra in Siria

Il 45esimo presidente americano, Donald Trump.
Il 45esimo presidente americano, Donald Trump. Shutterstock

NEW YORK - La Brexit è «una gran cosa» e con la Gran Bretagna Donald Trump vuole firmare un accordo commerciale vantaggioso per entrambi i Paesi, mentre l'Ue perderà altri pezzi e questo principalmente a causa della crisi migratoria, su cui Angela Merel ha fatto «un errore catastrofico», aprendo le porte della Germania ai migranti. Il presidente americano ha attaccato l'Ue - e Berlino in particolare - e ha confermato l'intenzione di una svolta nei rapporti con la Russia di Vladimir Putin, a cui vuole proporre un 'deal': la fine delle sanzioni in cambio di un patto per la riduzione delle armi nucleari. Nessuna tregua in vista invece nella sua battaglia contro tutti via Twitter: il miliardario ha intenzione di continuare a usare il suo attuale account e sparare quotidiani cinguettii anche una volta insediato alla Casa Bianca. Ecco i principali punti e argomenti toccati nell'intervista concessa al tabloid tedesco Bild e al quotidiano britannico Times.

La Brexit è «una gran cosa»
La Brexit sarà «una grande cosa», secondo Donald Trump, e gli Stati Uniti da lui guidati concluderanno «rapidamente» un accordo commerciale con il Regno Unito che assicurerà condizioni vantaggiose ad entrambi i Paesi. Il presidente eletto Usa si è detto convinto che «altri Paesi lasceranno l'Unione europea», seguendo l'esempio della Gran Bretagna: il motore della disintegrazione europea per il prossimo presidente Usa è la crisi migratoria, per cui Trump ha puntato il dito in particolare contro Angela Merkel. La cancelliera tedesca, ha detto, ha commesso un «errore catastrofico» aprendo le porte del suo Paese ai migranti. Donald Trump ha anche accusato la Germania di dominare l'Unione europea. «Guardate l'Ue e vi ritrovate la Germania, è un grosso strumento nelle mani della Germania. E' la ragione per la quale credo che il Regno Unito abbia fatto bene ad uscirne».

L'errore «catastrofico» di Angela Merkel
In ogni caso il miliardario americano ha detto di nutrire un «profondo rispetto» per la cancelliera tedesca «di gran lunga uno dei capi di governo più importanti».Secondo Donald Trump, tuttavia, Angela Merkel, «ha fatto un errore catastrofico nel prendere tutti questi migranti illegali, prendere tutta questa gente da ovunque arrivasse». Le conseguenze di questa politica di accoglienza «si sono fatte sentire molto chiaramente», ha aggiunto Trump con un'allusione all'attacco terroristico della vigilia di Natale a Berlino. Per il presidente Usa, Berlino avrebbe fatto meglio a creare delle zone di esclusione aerea in Siria piuttosto che accogliere i rifugiati.

Il commercio non può funzionare «a senso unico»
Inoltre, Trump ha mandato un chiaro messaggio alla cancelliera anche sul fronte degli scambi commerciali tra Usa e Germania. Nel commercio ci vuole «reciprocità» e nel settore delle automobili tra Germania e Stati Uniti «non può funzionare a senso unico»: così The Donald ha lanciato un avvertimento ai produttori automobilistici tedeschi, sostenendo che sarà necessario «riequilibrare» i flussi commerciali con Berlino. «Se andate sulla Quinta strada vedete che tutti hanno una Mercedes Benz davanti a casa, non è così? - ha detto il presidente eletto - . Il fatto è che non c'è reciprocità. Quante Chevrolet vedete in Germania? Poche, forse nessuna. E' una via a senso unico, ma deve funzionare da entrambe le parti». Secondo Trump, con il suo ministro del Commercio, Wilbur Ross, ci saranno importanti cambiamenti.

Il patto con la Russia per ridurre le armi nucleari
Donald Trump inoltre intende proporre alla Russia la fine delle sanzioni adottate per il suo ruolo in Ucraina e l'annessione della Crimea in cambio di un patto per la riduzione delle armi nucleari. «Hanno messo le sanzioni alla Russia, vediamo se possiamo fare qualche buon accordo con la Russia», ha dichiarato. «Credo che le armi nucleari andrebbero ridotte e ridotte in modo davvero sostanziale - ha argomentato - ma la Russia se la passa parecchio male al momento a causa delle sanzioni. Credo tuttavia che possa accadere qualcosa che porterà benefici a molta gente».

Trump non rinuncia a usare Twitter, anzi
Trump non intende rinunciare a Twitter una volta insediato alla Casa Bianca. «Sarei per lasciare che la cosa si strutturi e lo terrei così com'è, @realDonaldTrump, perché funziona», ha detto il presidente eletto riguardo il suo attuale account Twitter, difendendo la sua iper-attività sulla piattaforma social con la necessità di contrastare gli ingiusti attacchi da parte della stampa tradizionale. «Pensavo che avrei usato meno Twitter, ma la stampa parla di me in modo talmente disonesto, davvero così disonesto, che posso ricorrere a Twitter, e ora non sono 140 caratteri, sono 280, posso mandare a raffica, bing bing bing, e vengono ripresi appena i miei tweet sono pubblicati", ha spiegato.

La politica estera: Iran, Iraq e Siria
Trump non ha invece voluto rivelare i dettagli della sua politica riguardo all'Iran. «E' solo che non voglio scoprire le carte", ha detto, pur ribadendo il suo attacco a Barack Obama per l'accordo concluso con Teheran. «Non sono felice dell'accordo con l'Iran, penso che sia uno dei peggiori mai realizzati, penso che sia una delle intese più stupide che abbia mai visto", ha commentato Trump. Mentre l'invasione dell'Iraq nel 2003 è stata «forse la peggiore decisione» mai presa nella storia della politica estera statunitense, ha detto Trump. «E' come gettare sassi dentro un alveare».Nella crisi siriana, invece, gli Usa hanno perso l'occasione di evitare i massacri visti, in particolare, ad Aleppo. Ma ora «è troppo tardi» e gli indugi occidentali hanno contribuito ad alimentare la crisi umanitaria. Secondo il presidente eletto, nel Paese mediorientale si sarebbero potute creare zone di sicurezza, a carico dei Paesi del Golfo: «Sarebbe costato molto meno e gli Stati del Golfo avrebbero pagato. Dopotutto, hanno più soldi di chiunque altro. E tutto sarebbe stato più a buon mercato e del trauma che sta vivendo ora la Germania», ha aggiunto riferendosi di nuovo alla crisi migratoria.


 

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