19 giugno 2019
Aggiornato 15:30
Attacco a Istanbul

Strage Istanbul, il killer potrebbe essere il kirghiso Iahke Mashrapov

L'annuncio arriva dalla televisione turca Trt. L'attentatore di Istanbul sarebbe un 28enne proveniente dal Kirghizistan e sembra sia stato addestrato appositamente dall'Isis per realizzare il massacro

ISTANBUL - La polizia turca avrebbe identificato il killer del night club Reina di Istanbul nel 28enne Iakhe Mashrapov, cittadino della Repubblica del Kirghizistan. Lo ha annunciato la televisione Trt, rilanciando la notizia anche sul suo account Twitter.

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Il killer sarebbe Iakhe Mashrapov
L'attentatore di Istanbul, che la notte di Capodanno ha ucciso 39 persone, secondo un'immagine del suo passaporto pubblicata dai media turchi, sarebbe nato il 2 agosto del 1988. Iakhe Mashrapov sarebbe arrivato in Turchia attorno al 20 novembre scorso con la moglie e due bambini. Proveniva dal Kirghizistan. Lo scrive il quotidiano turco Hurriyet. La moglie avrebbe riconosciuto l'uomo dalle immagini della televisione e avrebbe dichiarato di non sapere nulla dei suoi legami con l'Isis.

Sarebbe stato addestrato per compiere il massacro
La famiglia sarebbe arrivata in auto a Konya, nel centro dell'Anatolia, dove risulta abbia affittato un monolocale per tre mesi. Secondo un altro quotidiano, Haberturk, l'uomo avrebbe deciso di viaggiare con la famiglia «per non dare nell'occhio» e la moglie sarebbe tra le dodici persone arrestate ieri nell'ambito dell'inchiesta sulla strage. Il cronista Abdulkadir Selvi scrive su Hurriyet che l'uomo sarebbe arrivato dalla Siria o avrebbe combattuto nel Paese tra le fila dei jihadisti e sarebbe stato «addestrato specificamente» per compiere il massacro.

12 persone sono state fermate dalla polizia turca
Nel frattempo la polizia turca ha annunciato l'arresto di 12 persone sospettate di legami con il killer. Le autorità hanno anche diffuso nuove immagini del presunto attentatore. Le forze speciali hanno realizzato nelle scorse ore un'operazione notturna, sostenute da un elicottero, contro un'abitazione nel quartiere di Zeytinburnu, a seguito di una segnalazione. L'attentatore però non era all'interno della casa. La dinamica dell'attentato fa pensare a un uomo ben addestrato all'uso delle armi, anche perché ha sparato da 120 a 180 colpi in soli 7 minuti.

Il soldato del Califfato è ancora in fuga
Numerose persone sono rimaste vittime di un colpo alla testa, secondo quanto riportano i media turchi che citano i risultati delle prime autopsie. Ricordiamo che lo Stato Islamico ha rivendicato l'attentato al club Reina di Istanbul con un comunicato diffuso sui social media in cui il gruppo jihadista dichiara che «uno dei soldati del Califfato» ha colpito. Nel comunicato si riferisce che l'attentatore ha usato granate e una pistola nell'assalto. L'Isis accusa la Turchia di servire i cristiani e lo stesso killer, prima di iniziare il massacro, avrebbe detto che l'attentato è la risposta all'intervento militare turco in Siria contro lo Stato Islamico. La maggior parte delle vittime sono straniere. L'uomo è ancora in fuga e la caccia al killer prosegue in ogni angolo del paese.