26 maggio 2020
Aggiornato 06:00
La Brexit per i media è una sorta di piaga biblica

Brexit, se l'omicidio di Joe Cox e le Borse impazzite non son bastate

Nel momento dello sparo della deputata labour, recupera la Borsa e anche il fronte del Remain. Un caso? No, questo è il mercato, questa è la dimensione finanziaria che misura la vita e la morte di un essere umano.

LONDRA - Cosa potrebbe pensare oggi Aristotele del termine «valore»? Oggi questo sostantivo ha abbandonato ogni forma morale, etica, spirituale. Arenato in un deserto dove è il metro per valutare, e ci risiamo, il denaro che serve per comprare qualcosa. Valore oggi è sinonimo di denaro. Non è una novità storica che la deriva materialista inglobi quella etica. Ma forse mai come oggi i mercanti del tempio sono stati così cinici.

Cos'è successo in borsa il giorno dell'omicidio di Joe Cox
Quello che vedete nel grafico qui in basso è quanto avvenuto il 15 giugno presso la Borsa di Milano: nel momento in cui Joe Cox, la deputata laburista contraria alla Brexit, viene uccisa da uno squilibrato, le Borse iniziano a recuperare terreno. La curva si impenna nel momento in cui le agenzie battono la notizia, dopo che era stata in vigorosa discesa per giorni. La crescita dei valori azionari si conferma in tutti i giorni successivi, perché è il segno che ci voleva: Brexit, a causa dell’efferato omicidio, non deve passare. L’andamento di questa curva è uguale in tutti i mercati mondiali. Il tempismo di tale efferato omicidio è una macabro macigno che è pesato su questo referendum. Tantissimo, ma non abbastanza. È da sottolineare che l’andamento dei valori azionari fino al momento dello sparo era stato opposto: questo a causa dei sondaggi che davano i sostenitori dell’uscita della Gran Bretagna in netto vantaggio. Nel momento dello sparo, insieme al recupero dei valori di Borsa, recupera anche il fronte favorevole alla permanenza dell’Inghilterra nella Ue. A poche ore, le ultime proiezioni ipotetiche danno per semi la vittoria di chi vuole rimanere.

La vita della Cox vale centinaia di miliardi di euro
Questo è il mercato, questa è la dimensione finanziaria che misura la vita e la morte di un essere umano. La vita di una donna inglese contraria alla Brexit vale, per tornare al concetto iniziale, centinaia di miliardi di euro. La discesa dei valori di Borsa fino al momento dell’omicidio faceva il paio ad una narrazione mediatica terroristica. Dimensione simbolica che, peraltro, è rimasta. Brexit è stata sinonimo di piaga biblica: povertà, violenza, degrado, tutto questo non solo in Gran Bretagna, ma in tutta e Europa e perfino in Asia e negli Stati Uniti. Un racconto a senso unico.

Alcuni esempi mediatici della Brexit vista come piaga biblica: «Il Sole 24 Ore» del 12 giugno
Domenica 12 giugno sul quotidiano di Confindustria, «Il Sole 24 ore», in un bell’editoriale di Guido Tabellini si poteva leggere: «L’unica cosa certa (in caso di Brexit, ndr) è che si cercherebbe di dare all’Inghilterra una lezione durissima, facendole pagare cara l’uscita, nella speranza di dissuadere i cittadini europei dal cercare simili avventure. Ciò a sua volta potrebbe aggravare i riflessi economici soprattutto per i Paesi più legati finanziariamente: Olanda, BeLgio, Irlanda e Spagna». Poco sotto: «Se vincerà Brexit, la preoccupazione principale sarà quella di evitare il contagio politico, e il modo più facile per farlo sarà dare all’Inghilterra una punizione esemplare». Scenari, quelli raccontati da Tabellini, che non necessitano di commenti, ma che fanno riflettere sull’attuale stato della democrazia occidentale: un farsa che si svolge ogni quattro o cinque anni. Un trafiletto nella stessa pagine riporta: «Uno dei più grandi datori di lavoro della City londinese, Morgan Stanley, pensa ad una migrazione del personale in caso di Brexit». E così, via. I giornali italiani, ed europei, da giorni martellano incessantemente sulle sciagure di Brexit. Gli stessi giornali che, ovviamente, da sempre glorificano l’agenda tedesca, le politiche di Draghi, che negano risolutamente la povertà diffusa in Europa.

«La Repubblica» e gli altri
«La Repubblica» ha battuto tutti: «A rischio almeno il 2% del Pil». Nel pezzo: «Ci sarebbero conseguenze negative anche per l’Italia. Con Brexit le nostre esportazioni calerebbero del 1-2% nel 2016 e 3-7%, 600-1700 miliardi di euro (da un punto di vista matematico statistico è una forbice ridicola, il 300% tra valori minimi e massimi, ndr) nel 2017, calcola un rapporto Sace». Di nuovo «Il Sole 24 ore» dà voce a Carlo Messina, che riesuma un sempreverde, lo spread: «Vedo un rischio crescente sullo spread Btp-bund, visto l’alto debito pubblico dell’Italia, anche se non come nel novembre 2011». «Corriere della Sera»: «Draghi e l’attesa su Brexit: pronti a ogni emergenza». Il giornale inglese «Guardian», icona della sinistra progressista, spiega bene perché tale appartenenza politica non abbia più nessuna relazione con la realtà: «Votare per restare. L’unione Europea incarna il meglio di noi». Nessuna relazione e nessun voto, ad onor di cronaca. E così via, in un tripudio di paura più che legittima per i cittadini europei. Che hanno compreso quanto le leve finanziarie valgano infinitamente più di un voto democratico. Anzi, valgano e basta.

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